I premiati del Concorso “Marietta ad honorem” 2010

A Casa Artusi di Forlimpopoli la 14° edizione della Festa Artusiana dal 19 al 27 giugno.
Cultura, gastronomia, mostre, mercato, spettacoli.
Molte iniziative in programma: le serate in scuola di cucina, i menu speciali del ristorante, l'apertura straordinaria della biblioteca, le grandi conferenze sui temi della cultura gastronomica, i concerti jazz nella corte.

Tra gli ospiti di quest’anno, i vincitori del Premio Marietta ad honorem:
Benedetta Parodi, autrice del best seller “Cotto e Mangiato”,
Gabriella Cottali Devetak, della Trattoria Devetak a San Martino al Carso (GO).
Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, è il vincitore del Premio Artusi 2010, ritirerà il premio il 9 ottobre prossimo.

Al via la 14° edizione della Festa Artusiana, che si svolge dal 19 al 27 giugno 2010 a Forlimpopoli (Forlì Cesena): nove giorni di incontri, degustazioni, spettacoli, mercatini, concerti, riflessioni sul cibo.
Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, è il vincitore del Premio Artusi 2010. Tra gli ospiti di quest’anno, anche i vincitori del Premio Marietta ad honorem: Benedetta Parodi, autrice del best seller “Cotto e Mangiato” e conduttrice dell’omonima rubrica in onda su Studio Aperto, Gabriella Cottali Devetak, della Trattoria Devetak a San Martino al Carso (GO).
Massimo Bottura conduce una degustazione nella Scuola di Cucina di Casa Artusi.

Tutto il programma completo è disponibile sul sito www.festartusiana.it

PREMI MARIETTA AD HONOREM 2010
BENEDETTA PARODI, AUTRICE DEL BEST SELLER “COTTO E MANGIATO”

Benedetta Parodi, nata ad Alessandria nel 1972, laureata in Lettere moderne all’Università Cattolica di Milano e giornalista professionista dal 1999, si è occupata per anni di cultura e spettacoli nel telegiornale di Italia 1, Studio Aperto, che ha condotto fino al 2008.
Poi la passione per la cucina prevale, e sfocia nella seguitissima rubrica Cotto e mangiato in onda ogni giorno nell’edizione del Tg delle 12,25, di cui la Parodi è ideatrice, autrice e conduttrice.
La rubrica culinaria viene realizzata direttamente nella cucina di casa di Benedetta, appassionata di cucina, moglie del giornalista sportivo Fabio Caressa e mamma di tre bambini.
Le ricette proposte nel corso della trasmissione sono ora racchiuse nel volume “Cotto e mangiato”, pubblicato nel 2009 da Vallardi A. Editore, che ha conquistato rapidamente la vetta delle classifiche grazie a ricette veloci, semplici, sane ed economiche, alla portata di tutti. Dalle trofie al pesto di verdure alle costolette d’agnello, dalle pizzelle pomodoro e mozzarella al tiramisù alle fragola, fino alla tradizionalissima torta di mele, Benedetta prepara e racconta allegramente le sue ricette di casa, rivolgendosi in particolare a chi ha poco tempo a disposizione, ma non vuole privarsi del piacere di gustarsi un piatto prelibato.
Tutte le ricette, e i video relativi alla loro realizzazione, sono disponibili sul sito di Studio Aperto: www.tgcom.mediaset.it

“Trasformare la propia passione in lavoro è un privilegio di cui davvero in pochi possono godere – commenta Benedetta Parodi. – Per questo, quando mi si è presentata l’opportunità di creare “Cotto e mangiato” non ho avuto dubbi: ho abbandonato la conduzione del tg dopo ben 8 anni e mi sono messa ai fornelli della cucina di casa mia, ignorando la confusione e il disordine che ne sono derivati e beandomi della compagnia delle mie bambine che, spesso e volentieri, si infilano sotto il tavolo e mi fanno gli scherzi. Una scelta azzardata, la mia? Ma credetemi, non sono mai stata tanto felice!”

Motivazione al premio:

“Non credo sia necessario per riuscire di nascere con una cazzaruola in capo: basta la passione, molta attenzione e l'avvezzarsi precisi”, diceva Pellegrino Artusi: il premio Marietta ad Honorem 2010 viene assegnato a Benedetta Parodi perché ha saputo dar voce alla propria passione per la cucina di casa, coniugandola con la lunga esperienza in tv e la grande professionalità giornalistica, portando nelle case degli italiani ricette veloci, semplici, sane, economiche e prelibate.

PREMIO ARTUSI 2010
DON LUIGI CIOTTI, FONDATORE DEL GRUPPO LIBERA, CONTRO LE MAFIE

Nato a Pieve di Cadore in provincia di Belluno nel 1945 e cresciuto a Torino, Don Luigi Ciotti comincia la sua opera pastorale giovanissimo, ancora prima di essere ordinato sacerdote nel 1972, con la creazione nel 1966 del Gruppo Abele, organizzazione che opera all'interno delle carceri minorili e in aiuto ai tossicodipendenti.
L’attività a fianco dei più deboli e degli emarginati continua ininterrotta: tra le tappe più importanti, nel 1968 inizia l'intervento all'interno degli istituti di pena minorile, mentre nel 1986 viene chiamato a ricoprire la presidenza della LILA (Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS), fondata da Franco Grillini ed altri l’anno prima. Data la sua opera sulle dipendenze, viene spesso invitato in vari paesi per condurre seminari e per audizioni presso il parlamento europeo. Giornalista pubblicista dal 1988, Don Ciotti interviene come editorialista su numerosi quotidiani e periodici, in particolare su riviste specializzate per operatori sociali e insegnanti.
Dagli anni ’90 in avanti la sua vita è completamente dedicata alla lotta contro le mafie: nel 1993 pubblica il primo numero del mensile Narcomafie, e nel 1995 fonda "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera.
In particolare, il marchio di qualità e legalità Libera Terra contrassegna i prodotti “buoni, puliti, e giusti” lavorati sui terreni confiscati: olio, vino, pasta, taralli, legumi, conserve alimentari e altri prodotti biologici realizzati dalle cooperative di giovani in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Lazio. Ogni anno su questi terreni si svolgono i campi di volontariato internazionale con giovani provenienti da ogni parte del mondo.

Tra i tanti volumi pubblicati da Don Luigi Ciotti, ricordiamo Persone, non problemi. L'utopia concreta della strada (1994), Una chiesa dei poveri o una chiesa povera? (1999), Dialogo sulla legalità (con Nichi Vendola, 2005), I cristiani e il valore della politica (2006), Non lasciamoci rubare il futuro (2006), Parlare di legalità non basta. Riflessioni sull'educazione alla responsabilità e alla cittadinanza (2008).

Don Luigi Ciotti, verrà appositamente a Forlimpopoli il 9 ottobre per ritirare
il Premio nel corso di un incontro in cui racconterà in particolare l’esperienza delle cooperative sociali di Libera Terra.

Motivazione al premio Artusi 2010:
Pellegrino Artusi insegna: “Amo il bello e il buono ovunque si trovino” e il Premio 2010 viene assegnato a Don Luigi Ciotti, e con lui all’intera associazione "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", per l’impegno concreto e tangibile che dà vita ai prodotti a marchio Libera Terra, coltivati sui terreni confiscati alle mafie. Un segno forte di speranza e di ottimismo, in grado di trasformare le ingiustizie in terreno fertile per la costruzione di un mondo più giusto e quindi più “bello e buono”.

Gabriella Devetak è nata a Brescia ma i casi della vita l’hanno portata a San Michele del Carso (GO) tra la famiglia Devetak, una delle famiglie più antiche del posto che, dal lontano 1870, gestisce la trattoria "Čotovi'' ormai da 5 generazioni.
Qui Gabriella si innamora non solo del loro figlio Uštili ma anche del popolo sloveno, della lingua, la mentalità, gli ideali, la lunga tradizione familiare. Con l'aiuto della suocera Helka (Michela) Gabriella impara a conoscere e ad amare la cucina carsica, "spignattando" insieme a lei tra casseruole e tegami per 17 anni, imparando così segreti e piccole furbizie della cucina di casa Devetak.

“Per me, che sono una ragazza di origini italiane, l'essermi avvicinata al mondo sloveno non ha rappresentato nulla di tragico e non ha per nulla sminuito o intaccato la mia italianità – commenta Gabriella. – Al contrario, tutto ciò rappresenta per me un enorme arricchimento, perché conosco due mondi diversi che, basta volerlo, si fondono e completano a vicenda meravigliosamente. Quando il tempo me lo permette frequento diversi corsi culinari e manifestazioni gastronomiche al di fuori della nostra regione, perché ritengo importante scoprire come cucinano gli altri. Nella nostra cucina casereccia slovena tento di introdurre novità ed elementi della cucina mitteleuropea, mai però a danno delle tradizioni già consolidate. Nella nostra cucina vige il motto: ‘tradizione vecchia e sapori nuovi’. Quando cucino sono estremamente pignola e critica nei confronti di tutto e di tutti, me inclusa. Cerco sempre di immaginare di essere io l'ospite che siede al tavolo con l'intenzione di degustare i nostri cibi: che tristezza se non avessero un buon sapore o insipidi. Qualcosa del genere proprio non deve verificarsi! La mia maggiore preoccupazione è quella di essere certa che i nostri clienti siano soddisfatti, perciò, spesso, prima ancora che si siano alzati da tavola finisco per andare da loro, col grembiule da cucina ancora addosso, per accertarmi che i nostri cibi siano stati di loro gradimento e che tutto abbia funzionato. Ciò che mi preme di più è che i nostri ospiti non se ne vadano semplicemente dopo aver pagato il conto, a pancia piena e soddisfatti dell'atmosfera, che dopo qualche ora sarà comunque solo un vago ricordo. Quello che veramente desidero è che nei loro cuori alberghi quel particolare sapore che hanno conosciuto solo da noi, nella nostra trattoria Devetak.”

Motivazioni al premio:
“Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace”, diceva Pellegrino Artusi: Gabriella Devetak riceve il Premio Marietta ad honorem 2010 perché, bresciana di nascita e friulana per amore, ha imparato, con pazienza e umiltà, tutti i segreti della cucina slovena, “spignattando” per 17 anni a fianco della suocera e accogliendo così dalle sue mani il testimone della trattoria di famiglia a San Martino in Carso, zona di frontiera, rimanendo fedele al motto: ‘tradizione vecchia e sapori nuovi’.