I maccheroni al primo posto nel gusto degli italiani

La pasta regina del made in italy
Da PastaTrend gli ultimi numeri del boom della pasta: l'Italia, col 42%, domina il mercato mondiale.
Spaghetti alla bolognese a Londra, lasagne a Madrid: cosi' la mangiano all'estero.

L'Italia non ha rivali nel settore: il 42% degli scambi di pasta a livello mondiale riguarda prodotti italiani. Il competitor più vicino, per intenderci, è la Cina, con una quota dell'8% circa. Parliamo di un mercato esplosivo: la pasta piace, e piace soprattutto quella tricolore. Tra il 2004 e il 2008, infatti, mentre gli scambi mondiali crescevano del 54%, le esportazioni italiane registravano un balzo del 60%. Un primato produttivo ed economico ma anche culturale: la pasta è uno degli ambasciatori più amati del nostro paese, un traino importante all'immagine dell'Italia nel mondo.
A fornire lo stato dell'arte sul settore è Pasta Trend, la prima la prima grande rassegna italiana e mondiale sulla pasta e la sua filiera (dai sughi agli abbinamenti alimentari, dalle materie prime alla tecnologia produttiva alla gastronomia): inaugurata stamattina alla Fiera di Bologna, chiuderà i battenti martedì 27. Proprio in occasione dell'inaugurazionee, è stato presentato lo studio Nomisma "Il compartoitalianoo delle paste alimentari. Rilevanza economica, leadership internazionale e relazioni di filiera".
"Nell'ultimo decennio il comparto pastario ha conosciuto una crescita esponenziale", spiega Denis Pantini, responsabile Agricoltura e industria alimentare di Nomisma e curatore della ricerca.. Il valore della produzione nazionale è passato dai 2,5 miliardi di euro del 1997 ai 6,1 del 2007 (+144%). In quattro anni, tra il 2003-2007, è addirittura più che raddoppiato. Dietro c'è un comparto di quasi 6mila imprese (con alcuni grandi marchi e una gran parte di micro-aziende artigianali) e circa 30mila occupati.
La crescita della pasta made in Italy, spiega la ricerca, è trainata soprattutto dalle esportazioni. Il valore dell'export italiano ha superato nel 2009 gli 1,8 miliardi di euro, il 9% di tutto l'export alimentare italiano, subito dopo il vino, le conserve vegetali e le carni lavorate. Ma il dato economico non è sufficiente a descrivere il 'fenomeno pasta': i prodotti delle grandi, piccole e piccolissimeaaziende italiane che fanno il giro del mondo "contribuiscono come pochi altri a diffondere l'immagine e la tradizione del made in Italy", sottolinea Pantini. E anche stando ai soli numeri, tra il 2004 e il 2009, all'interno dell'export alimentare italiano, "la pasta è il prodotto che ha registrato le performance migliori, con una crescita sensibilmente al di sopra dei risultati registrati per l'intera industria alimentare", si legge nel rapporto curato da Nomisma per Pasta Trend.
All'estero, ad apprezzare la pasta sono soprattutto la Germania (primo importatore col 12% del totale mondiale), la Francia (11%), gli Stati Uniti (11%), la Gran Bretagna (9%) il Giappone (5%) e il Canada (5%). Gli inglesi prediligono, stando ad Guardian, gli spaghetti alla bolognese. In Spagna sono molto apprezzate le nostre lasagne, secondo El Mundo. La pasta preferita delle forchette a stelle e strisce, invece (riferisce la National Pasta Association) sono gli spaghetti, seguiti da lasagne e maccheroni al formaggio.
E gli italiani? Un'altra indagine di Pasta Trend dice che il formato che più seduce i palati italiani – che ne mangiano almeno una volta al giorno, ma al Sud si fa il bis – sono i maccheroni, preferiti dal 56% degli intervistati. Sempre presenti sulle tavole italiane tra sughi e salse, sono apprezzati soprattutto per la loro versatilità. Seguono gli immancabili spaghetti (12,1%) scelti soprattutto dagli uomini, meglio se al sugo e al dente. E le penne (7,2) amate dai più giovani, abbinate a pesti e sughi con verdure. Poi, a ruota, fusilli, farfalle e conchiglie, come pure tortellini, linguine tagliatelle e gnocchi.

Sarah Scaparone
Ufficio Stampa
Press Passion per Pastatrend
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