I latticini e le coronarie: nuovi studi al proposito

“Paradosso olandese": chi consuma più latticini corre un minor rischio di problemi alle coronarie

Ulteriore tappa nella rivalutazione dei grassi, la rivoluzione nutrizionale degli ultimi anni. Un ampio studio ha rilevato che consumi elevati di prodotti lattiero-caseari diminuiscono il rischio di malattie cardiache

Lo si potrebbe definire il “paradosso olandese”, afferma Assolatte: pur essendo forti consumatori di latte, formaggi e burro, gli abitanti dei Paesi Bassi hanno un basso rischio di problemi alle coronarie. Anzi, mano a mano che i loro consumi di prodotti lattiero-caseari aumentano si abbassa la loro probabilità di soffrire di coronaropatia ischemica. Nei soggetti al top per intake di energia dai grassi saturi dai latticini questo rischio diminuisce di ben il 17%. Al contrario, diminuendo i consumi di latticini e aumentando quelli di carboidrati ad alto indice glicemico e proteine animali, il rischio sale in modo significativo.

E’ un’evidenza scientifica rivoluzionaria quella che emerge dall’analisi prospettica pubblicata sull’”American Journal of Clinical Nutrition” che ha approfondito ed elaborato le informazioni raccolte in Olanda nell’ambito del progetto Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition). Si tratta di uno degli studi più ampi e completi mai realizzati in Europa, ricorda Assolatte, e solo in Olanda ha riguardato 35.597 tra uomini e donne, seguiti e controllati per 5 anni.
Gli autori dello studio, riporta Assolatte, non si sono limitati a evidenziare l’associazione tra maggior intake di grassi saturi dei prodotti lattiero-caseari e minor rischio di problemi alle coronarie, ma hanno anche cercato di analizzarne le ragioni. L’analisi ha portato a ritenere che la riduzione del rischio cardiaco si deve, in particolare, agli acidi grassi saturi a media e corta catena (come l’acido butirrico, l’acido caprico, l’acido miristico, l’acido pentadecanoico e l’eptadecanoico), ben presenti in latte, latticini, burro e formaggi. Una spiegazione che conferma ancora una volta il fatto che non tutti i grassi saturi sono uguali e non tutti hanno un medesimo effetto nell’organismo umano, ma dipendono dal cibo in cui sono contenuti. Questa conclusione aggiunge un tassello in più al dibattito in corso nel mondo scientifico sulla veridicità sulle cause dell’ischemia cardiaca.
Assolatte sottolinea che si tratta di un’ulteriore tappa del percorso di riabilitazione dei grassi saturi, iniziata da un paio d’anni e considerata a livello scientifico come la “rivoluzione copernicana” nella nutrizione umana, tanto da farle conquistare la famosa copertina del “Time” con la foto di un invitante ricciolo di burro e il provocatorio titolo "Mangiate il burro. Gli scienziati hanno bollato i grassi come nemici. Ecco perché si sbagliano".

Carmen Besta
Assolatte – tel. 02-72021817