Grande attesa per “Terra Madre”

Apre i battenti “Terra Madre” ", il primo incontro mondiale tra le comunità del cibo.
Dal 20 al 23 ottobre Torino ospita 4.300 persone in rappresentanza di 1.194 associazioni, cooperative e gruppi attivi provenienti da 130 Paesi del mondo.
Una città che fa un’autentica accoglienza ospitanto i partecipanti che vengono accolti in aziende agricole della Valle d’Aosta, del Piemonte e della Liguria, in case private e perfino in conventi.
La Comunità di Boss, dà alloggio ad un gruppo di monaci tibetani che coltivano una particolare qualità di miglio ed ad alcuni frati trappisti che producono birra in Belgio; nella valle del Gran San Bernardo sono stati messi a disposizione duecento posti in case-vacanza per ospitare i produttori di formaggio provenienti da tutto il mondo e così via, sino ad accogliere tutti i partecipanti.
Si incontrano gli agricoltori più curiosi: dai produttori di datteri dell’oasi di Beni Isguen (Algeria), agli afghani che producono l’uvetta nella regione di Herat, sino ai pastori seminomadi del Kirghizistan famosi per il latte fermentato di cavalla.
E’ una manifestazione “storica” quella organizzata da Slow Food e Carlin Petrini con orgoglio, afferma: “per la prima volta si mostra una globalizzazione virtuosa che non disdegna il mercato e che si presenta per quello che è, frutto di determinati territori, di determinate vicende storiche, rifiutando l’omologazione del cibo sempre uguale in qualunque parte del pianeta. L’evento permette lo scambio di esperienze, il dialogo Nord e Sud del mondo, l’aiuto a persone fin qui ai margini, a prendere coscienza della loro dignità e del loro valore.
Una contrapposizione alla globalizzazione selvaggia, esclusivamente dedita al profitto ed incurante dell’ambiente e della salute.
Vi saranno dibattiti; si parlerà di biodiversità, di risorse idriche, di difesa delle tradizioni, di tecnologie, di strategie di comunicazione, ma soprattutto contano i volti, le voci, le testimonianze dei singoli”.
Un evento che ha messo in campo dei costi notevoli che si aggirano sui 2,6 milioni di euro; 1,6 dei quali solo per sostenere le spese di viaggio, ma si sa la cultura gastronomica è una scienza complessa e multidisciplinare che abbraccia svariate materie, dall’agricoltura all’economia, dalla politica (non dimentichiamoci il peso dell’Organizzazione mondiale del commercio) alla medicina (la sicurezza alimentare), sino all’estetica e dunque anche al piacere, che è una parte, ma non il tutto, e che non è "monopolio" dei ricchi o dei potenti. L’organizzazione quindi, oltre ad essere estremamente complessa è anche onerosa.
Alla vigilia di questa prima Edizione, che ha suscitato commenti positivi in tutta Europa, Carlin Petrini è stato proclamato “eroe” dell’anno dall’edizione europea della rivista americana Time.
Il prestigioso settimanale l’ha infatti inserito in un elenco di 29 uomini e donne del Vecchio Continente «che hanno reso migliore il mondo», accanto a Simona Pari e a Simona Torretta (per il loro lavoro in Irak, alla tedesca Steffi Graff, la campionessa di tennis che ha fondato l’organizzazione benefica Children for tomorrow, al magistrato svizzero Carla Del Ponte e alla francese Marie Cammal, protettrice dei bimbi di strada in Cambogia.
Con umiltà Carlin Petrini rimanda il merito a quanti l’hanno aiutato e ringrazia il Comune di Torino, il presidente della Giunta regionale del Piemonte, Enzo Ghigo e il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, oltre a tutte le migliaia di altre persone che l’hanno seguito in questa nuova affascinante avventura che ha per tema un elemento indispensabile all’umanità: il cibo.

…e il Comune di Bra ospita quattro Presidi internazionali:

– duecento dei partecipanti all’evento sono stati sistemati in famiglie o strutture braidesi, Bra ha il più alto rapporto fra persone ospitate e numero di abitanti”, ha sottolineato Bruna Sibille, “; sono presenti rappresentanti di tutti i cinque continenti, provenienti da Costa d’Avorio, Ruanda, Congo, Madagascar, Cuba, Russia, Palau (Micronesia), Slovenia, Ungheria, Colombia, Brasile, Zimbabwe, Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Vietnam, Costarica, Palestina, Paraguay, India: a trovare una collocazione per tutti hanno collaborato con noi le associazioni Granello di Senape e Libero Mondo”.
Il progetto è stato organizzato da Slow Food in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con la Regione Piemonte e con la città di Torino.
Il comune di Bra ha seguito la parte organizzativa dell’evento, attivando anche un servizio navetta per il trasporto giornaliero da Bra a Torino, riservato a tutti i cittadini alloggiati a Bra.

Cesare Tibaldeschi