Gli Stati Uniti riducono i dazi sulla pasta italiana
13.03.2026 – Gli USA hanno ridotto drasticamente i dazi antidumping sulla pasta italiana, portandoli a livelli molto più bassi rispetto al 107% inizialmente ipotizzato. Questa decisione, confermata in questi giorni, è il risultato di un’intensa azione diplomatica condotta dal governo italiano e dalla Commissione Europea.
Nuove aliquote e dettagli della revisione
Le tariffe antidumping sono state ricalcolate dopo che il Dipartimento del Commercio USA ha rivisto le accise di vendita a prezzi inferiori a quelli di mercato (dumping).
La Molisana: il dazio è sceso dal 91,74% al 2,26%
Garofalo: l’aliquota è stata rideterminata al 13,98%
Altri 11 produttori (tra cui Barilla): è stato fissato un dazio del 9,09%
Tariffa ordinaria: a queste percentuali si aggiunge la tariffa del 15% già in vigore sulle importazioni dall’UE.
Impatto economico e settoriale
Il mercato statunitense rappresenta uno sbocco fondamentale per l’agroalimentare italiano, con esportazioni di pasta per circa 750-800 milioni di euro l’anno.
Regioni coinvolte: l’Abruzzo è la prima regione esportatrice verso gli USA (circa 200 milioni di euro) e ha accolto la riduzione con un “sospiro di sollievo”.
Rimborsi: il Ministero degli Esteri ha annunciato che le aziende coinvolte saranno rimborsate (www.agenzianova.com tutela-nostre-eccellenze-aziende-saranno-rimborsate/) per le somme pagate in eccesso durante la fase provvisoria.
Rischio evitato: un dazio del 107% avrebbe potuto causare il raddoppio dei prezzi sugli scaffali americani, favorendo la diffusione di prodotti “Italian sounding”.
Prossimi sviluppi
Sebbene le tariffe antidumping siano state ridimensionate, l’amministrazione statunitense continua a monitorare le importazioni nell’ambito dell’agenda “America First”. Ulteriori aggiornamenti possono essere seguiti sui canali ufficiali della Farnesina.
