Gli italiani a tavola, tra ogm e alimenti troppo cari

Nel corso del terzo convegno su ‘Mangiare bene per vivere meglio’, organizzato da La Repubblica e Somedia, è stata presentata un’indagine commissionata dai due promotori dell’evento, relativa alle abitudini degli italiani dalla spesa alla tavola. E i risultati, divulgati proprio in questi giorni, sono per certi versi sconcertanti.
Il dato più eclatante riguarda i problemi economici al momento di fare la spesa: se per il 75,8% degli interpellati non si riscontrano difficoltà nello spendere per il cibo, per il restante 24,2% (in pratica un italiano su quattro) questa difficoltà si presenta eccome. Ogni tanto nel 14,5% dei casi, di frequente nel 7,3% e assai di frequente per il 2,4% del campione.
Questi dati confermano un elemento in rapida espansione, cioè i finanziamenti che i supermercati erogano sempre più di frequente per i clienti e per la loro spesa. Non è altro che un nuovo tassello del puzzle dei tempi attuali, estremamente variegati in termini di esigenze e necessità, ma sempre attraversati dal filo rosso dell’acquisto a rate da una parte sempre più consistente della nostra società.
Dall’indagine emerge però anche un dato interessante, quello di un acquirente sempre più esigente. Il 49% degli intervistati fa sempre più attenzione alle etichette dei prodotti, valutando con perizia provenienza, data di scadenza e informazioni aggiuntive, il 69,8% vorrebbe più informazioni sugli alimenti per poter acquistare in maniera più consapevole, il 74,6% evita gli alimenti contaminati, il 67,1% evita i cibi geneticamente modificati, e sempre più attenzione viene fatta per evitare grassi, zuccheri e sale.
L’immagine che esce da questo sondaggio è quella di un consumatore più consapevole, più arbitro delle proprie scelte e leggermente meno condizionato dalla pubblicità.

Alessandro Tibaldeschi