Giovani e droga: parliamone in famiglia

9° edizione del wefreeday indetto dalla Comunità di San Patrignano nei giorni 11 e 12 ottobre 2016

Di droga ci si occupa poco in famiglia; è come se il problema appartenesse ad altri. E’ un argomento conosciuto di cui non ci si occupa, né ci si preoccupa.
Partecipando però ad un Forum alla Comunità San Patrignano, scopri che il problema delle dipendenze da stupefacenti è purtroppo un tema ancora molto attuale ed allargato anche agli immigrati, siano essi giovani caduti nel consumo di droga, sia come piaga sociale nei consueti arresti di extra comunitari che si prestano allo spaccio per ottenere facili guadagni.
Due giorni, il FreeForum 9° edizione (www.freeforum.it) di San Patrignano, la cui Presidente è Letizia Moratti, già Sindaco di Milano. Momenti intensi e interessanti che hanno messo in luce come il problema sia sempre di grande attualità.
I giovani in cura per disintossicarsi si contano a migliaia, ed eccellente è stato il loro comportamento organizzativo nell’accogliere le centinaia di ospiti presenti: dagli addetti stampa, ai volontari che nelle varie circostanze aiutano la struttura (ad esempio c’è chi, facendo il pastaio, alla vigilia del Natale si reca in comunità e con l’aiuto dei giovani prepara agnolotti e pane fatti a mano, o genitori che hanno avuto un figlio drogato e che ora continuano con il volontariato).
Ognuno di questi ragazzi ha la propria storia e la volontà di farcela ad uscire da un tunnel che altro non li porterebbe che alla fine. Occhi brillanti, sguardi intensi, svelti nell’adempiere al loro compito nei vari ruoli senza far trapelare il loro dramma, la loro fatica di vivere. C’è quasi da stupirsene. Il dolore qui è tanto, eppure ben celato. Organizzazione e funzionalità conducono il Forum sin dal suo inizio.
La grande Sala conferenze accoglie centinaia di uditori e giovani impegnati nel loro lavoro; vediamo cameramen, hostess ed addetti a distribuire le cuffie che serviranno a tradurre il primo intervento di Ahmad Alhendawi, (consulente delle Politiche giovanili negli Stati Arabi). Nel suo articolato discorso pone come sviluppo sostenibile diciassette obiettivi nei prossimi 15 anni. Fra questi vi è quello di fermare la povertà estrema, causa di tantissimi disagi, e chiede collaborazione ai giovani con la necessità di formarsi con competenze specifiche e comportamenti responsabili. Per fare ciò devono saper reagire ai problemi, credere in loro stessi, e avere la forza e l’umiltà di farsi aiutare e di aiutare, applicando il principio della solidarietà. Un principio, quest’ultimo messo in pratica a San Patrignano, dove ognuno svolge un ruolo necessario all’altro per un’efficienza che permetta all’organizzazione di funzionare. Una sincronia scattata, ad esempio prima di mettersi a tavola, allorché un totale silenzio ha invaso la struttura creando un’atmosfera raccolta di partecipazione e rispetto.
I vari interventi dei relatori, tutti professionalmente molto preparati, si sono alternati a momenti ludici svolti da giovani emergenti, riscuotendo l'interesse degli stessi ragazzi.
Le diverse relazioni hanno messo in luce le cause dei tanti disagi giovanili. Un intervento in particolare ha illustrato una nuova strategia d’approccio al problema, denominata “Parent in program” che sovverte le regole applicate in precedenza, le quali escludevano le responsabilità della famiglia verso il figlio drogato. Proprio per questa ragione il ragazzo ospite di San Patrignano per il primo anno non poteva vedere i suoi familiari, così per 6 mesi l’anno successivo; ora si cercheranno di individuare le conflittualità familiari con Operatori qualificati.
In una società dove la coppia è sola nel crescere i figli, o ancor peggio dove solo un genitore separato si assume questa responsabilità, il rischio è alto e l’attenzione deve essere più alta ancora. Il ragazzo non può essere lasciato solo, deve parlare, confrontarsi, magari accusare ma rivelare il disagio, e da lì iniziare il suo percorso di vita nuova. anche per quei genitori che hanno perso la responsabilità genitoriale. Una sorta di percorso a ritroso “dagli anziani ai giovani”, ma necessario per tentare di eliminare dal vocabolario della vita quotidiana termini quali maltrattamenti, violenze, abusi, conflittulità, disagi, droga e tante altre brutture ancora.
Una leggera pioggia frenata dai rami degli alberi del viale rende ancor più lindo il panorama di San Patrignano. Nell’uscire noto un piccolo crocchio di giovani chini su una ragazza sofferente e quest’ultimo spaccato del "freeday" mi riporta alla realtà; li vedo come pulcini spaventati, infreddoliti, ma uniti nella volontà di aiutarsi ed in quest’immagine scorgo tutta la grandezza di San Patrignano e l’impegno di chi li vuol riportare alla vita.
Non abbandoniamoli!

La Comunità di San Patrignano, dal suo nascere (1978) ha ospitato circa 26.000 ragazzi

Danila ORSI

www.sanpatrignano.org/it
www.wefree.it