Giorni contati per la bollitura dei crostacei vivi
29 Dicembre 2025 – In Inghilterra è in arrivo lo stop alla bollitura delle aragoste vive, così come di granchi, gamberi, scampi, polpi e calamari.
Il provvedimento rientra nella nuova strategia per il benessere animale del governo britannico ed è stato accolto con favore da Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione, la misura rappresenta un passaggio significativo nel percorso avviato nel 2022, quando il Regno Unito ha riconosciuto ufficialmente la capacità di questi animali di provare dolore e sofferenza, definendoli esseri senzienti.
Il presidente di Oipa, Massimo Comparotto, sottolinea il valore simbolico e culturale del provvedimento: «L’Inghilterra si prepara a seguire i precedenti virtuosi di Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda dove la pratica crudele della bollitura dei crostacei coscienti è illegale da tempo: non è solo un gesto di tutela nei confronti di specie animali considerate spesso come sola merce culinaria, ma anche il segnale che un cambiamento culturale è possibile anche nelle pratiche più tradizionali e difficili da scardinare».
Nei Paesi citati, infatti, il divieto di bollire crostacei vivi è già in vigore da tempo e si inserisce in un approccio più ampio al riconoscimento del benessere animale anche per specie tradizionalmente escluse da questo tipo di tutele.
La situazione in Italia
In Italia, invece, secondo Oipa, il percorso è ancora all’inizio. L’organizzazione segnala che finora si sono registrati soltanto «piccoli cenni di riconoscimento di una tutela di questi animali», attraverso alcune iniziative locali promosse da singoli Comuni e tramite alcune decisioni giurisprudenziali.
Non esiste, al momento, un quadro normativo nazionale che vieti la bollitura dei crostacei vivi o che riconosca in modo esplicito il loro status di esseri senzienti. Oipa fa sapere che continuerà a monitorare l’evoluzione della strategia britannica e a sostenere politiche che mettano al centro il benessere animale, auspicando che anche altri Paesi – Italia compresa – possano seguire la stessa direzione.
