Giornata dei disturbi alimentari
3 milioni di italiani ne sono colpiti e disturbi non solo femminili.. Nei ragazzi segnali diversi e diagnosi più tardive”
L’esordio può essere molto precoce, già a 8 anni, ma spesso i primi segnali segnali vengono sottovalutati e la malattia si complica.Il 30% sotto i14 anni e non solo anoressia e bulimia, ma anche nuove patologie emergenti e ancora poco conosciute.
Si celebra oggi la Giornata nazionale di sensibilizzazione contro i disturbi alimentari (Dca), con iniziative in tutta Italia: agire subito e chiedere aiuto agli specialisti, è l’invito a famiglie e genitori, ma resta la criticità dell’assistenza sul territorio, con un gap Nord-Sud che vede solo una minoranza di centri attivi nel Meridione.
La Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla
Il 15 marzo è anche definita la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla: nasce nel 2012 per volontà di Stefano Tavilla, padre di Giulia, una ragazza scomparsa a causa della bulimia proprio il 15 marzo. Nel 2018, la Presidenza del Consiglio dei ministri ne sancisce ufficialmente l’istituzione. Il simbolo è il colore lilla, fusione del blu e del rosso: richiama infatti la complessità dei Dca, spesso vissuti con una grande sofferenza interiore nascosta dietro un’apparente serenità. Oggi il codice Lilla è anche un protocollo specifico del pronto soccorso adottato in molte strutture ospedaliere e introdotto dal ministero della Salute per accogliere e gestire in modo prioritario e appropriato i pazienti con sospetti Dca.
Disturbi alimentari, Dalla Ragione: “E’ emergenza, intercettiamo i segnali per arrivare alla cura”
04/08/2023
Apri contenuto
Fenomeno in Italia è “in drammatico aumento”
Un fenomeno che in Italia è “in drammatico aumento”, afferma Laura Dalla Ragione, psichiatra referente Dca per la Regione Umbria e direttrice del Numero verde ‘SOS Disturbi alimentari’ istituito a Todi dalla Presidenza del Consiglio e dall’Istituto Superiore di Sanità. “Bisogna agire concretamente per prevenire e sostenere i pazienti e le loro famiglie”, avverte l’esperta, ricordando il numero verde nazionale 800180969, servizio anonimo e gratuito.
Ad allarmare oggi è anche il manifestarsi di nuove patologie
I Dca sono in aumento soprattutto tra gli adolescenti, per i quali le diagnosi correlate a tali disturbi rappresentano in Italia la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali, con 3.563decessi solo nel 2025. I numeri sono cresciuti ulteriormente durante la pandemia e i lockdown, con un aumento del 30% dicasi, soprattutto tra i giovanissimi. Ma ad allarmare oggi è anche il manifestarsi di nuove patologie: “Abbiamo casi in crescita di arfid (Avoidant Restrictive Food Intake Disorder) inserita nel 2013 nel manuale diagnostico degli psichiatri ed ancora poco conosciuta. Chi ne è colpito – spiega Dalla Ragione- mangia una gamma molto ristretta di cibi. Il disturbo può manifestarsi a tutte le età, ma è più frequente nell’infanzia e nell’adolescenza, e riguarda per il 60% i maschi e per il 40% le femmine. Sempre più diffusi anche la diabulimia che colpisce pazienti con diabete di tipo 1 che usano l’insulina come metodo di controllo del peso; l’ortoressia, ovvero l’ossessione del mangiare sano molto diffusa nel mondo delle palestre; la bigoressia, l’ossessione della massa muscolare. Ed ancora: il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating) caratterizzato da grandi abbuffate senza metodi di controllo”.
Nuove patologie e vecchi pregiudizi: proprio per contrastare lo stigma e ricordare che i disturbi della nutrizione sono patologie complesse, che richiedono ascolto, cura e supporto professionale, il ministero della Salute ha lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione con lo slogan “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”, che prevede vari eventi sul territorio e una maratona televisiva, che vedrà gli appuntamenti sportivi del 14 e 15 marzo colorarsi di lilla. Uno dei problemi ancora irrisolti resta però quello dell’assistenza, con un gap evidente tra Nord e Sud: “I centri Dca in Italia -. afferma Dalla Ragione – sono 150, di cui 120 del Servizio sanitario nazionale e 30 del Privato accreditato. Sul totale dei centri, 78 si trovano al Nord, 31 al Centro e 41tra Sud e Isole”. La rete degli ambulatori multidisciplinari “ha costituito un importante passo in avanti nel percorso di cura dei pazienti, ma – conclude l’esperta – è ancora presente in modo troppo disomogeneo sul territorio italiano”.
In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, la Società Italiana di Pediatria (SIP) richiama l’attenzione su un aspetto ancora poco riconosciuto: nei ragazzi i disturbi alimentari possono manifestarsi con caratteristiche diverse rispetto alle ragazze e proprio per questo rischiano di essere intercettati più tardi, quando il quadro clinico è già più compromesso.
Nell’Anoressia Nervosa i maschi rappresentano una quota variabile ma non trascurabile dei casi: a seconda delle casistiche, il rapporto maschi-femmine può variare da circa 1:3 a 1:12. Nella Bulimia Nervosa e nei Disturbi da Alimentazione Incontrollata la distanza tra i generi appare meno marcata.
Nei maschi il disturbo può non presentarsi con la tipica paura di ingrassare. Più frequentemente emerge un’attenzione marcata alla massa muscolare, un ricorso eccessivo all’attività fisica, l’uso di integratori, una dieta rigidamente controllata per “definire” il corpo più che per dimagrire.
Se si cercano solo i segnali tradizionali – restrizione calorica evidente, timore di prendere peso, condotte compensatorie – il rischio è di non riconoscere il disturbo nei ragazzi. È proprio questa diversa presentazione clinica che può ritardare la diagnosi, con il risultato che i maschi potrebbero arrivare all’osservazione specialistica in condizioni più gravi e con una prognosi potenzialmente meno favorevole, soprattutto quando l’esordio è precoce.
“Uno studio condotto presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su 501 pazienti pediatrici con anoressia nervosa, recentemente discusso sull’ultimo numero della rivista SIP ‘Pediatria’, evidenzia che l’età media di presentazione della malattia è risultata significativamente più giovane nei maschi rispetto alle femmine”, spiega Elena Inzaghi, responsabile del Gruppo di Studio Medicina di Genere in Pediatria della SIP. “Nei maschi, inoltre, al momento del ricovero si osservavano parametri clinici indicativi di una maggiore gravità, un dato che potrebbe essere correlato anche a un riconoscimento più tardivo del disturbo”.
Superare gli stereotipi per intervenire prima
“Se continuiamo a pensare ai disturbi alimentari come a un problema solo femminile – sottolinea il Presidente SIP Rino Agostiniani – rischiamo di non riconoscerli nei ragazzi. È fondamentale che pediatri, genitori e insegnanti imparino a intercettare anche segnali meno tipici, come l’ossessione per la massa muscolare o l’eccesso di esercizio fisico”.
Una diagnosi precoce resta il fattore più importante per migliorare l’evoluzione del disturbo. Per questo, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, la Società Italiana di Pediatria invita a promuovere una maggiore consapevolezza delle differenze di genere nella presentazione dei disturbi alimentari. “L’attenzione alla pediatria di genere rappresenta oggi uno strumento fondamentale per migliorare la capacità diagnostica e l’appropriatezza delle cure non solo nei disturbi alimentari, ma in molti ambiti della salute dell’infanzia e dell’adolescenza”, conclude Agostiniani.
Fonte: rainews.it
