Formaggi: dalla tutela europea alla tutela internazionale

Dopo cinquant'anni Stresa, città importantissima per la Storia dei formaggi a denominazione protetta, ha ritrovato i protagonisti di uno dei comparti più importanti dell’economia italiana(il settore caseario), uniti per celebrare l’anniversario di quella Convenzione che costituisce una pietra miliare nell’ambito della tutela delle Dop.
E' avvenuto nell'incontro del 16 dicembre scorso.
A stresa, con grande lungimiranza, il primo giugno del 1951 Austria, Danimarca, Francia, Italia, Norvegia, Svezia e Svizzera decisero di darsi regole comuni per la tutela delle denominazioni di origine dei prodotti caseari.
La Convenzione, entrata in vigore in Italia il 26 febbraio 1954, costituisce il primo passo verso la tutela internazionale dei formaggi a denominazione di origine, il momento "zero" della storia recente dei formaggi Dop e dei Consorzi di tutela.
Trentuno sono oggi i formaggi Dop in Italia. Lo ha dichiarato Nicola Cesare Baldrighi, Presidente di Afidop e del Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano, nell’aprire i lavori: “Prendere atto della necessità di giungere a regole comuni, dimostrare interesse per le proprie tradizioni casearie, trovare un'intesa internazionale quando nessuno – salvo poche eccezioni – capiva il ruolo del locale nell'economia globale e pochissimi mostravano sensibilità per le nostre produzioni più antiche e legate al territorio fu una grande dimostrazione di saper guardare lontano, una vera e propria prova di civiltà dei paesi europei. Questo solo pochi anni dopo la fine della seconda Grande guerra, che aveva diviso profondamente l'Europa”.
Nel corso del Convegno sono intervenuti: Giampaolo Mora, senatore della Repubblica, un'autorità in materia di formaggi Dop. A lungo Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano e del Comitato italiano della Federazione internazionale di latteria. Ultimo Presidente della Convenzione di Stresa. Il suo intervento verterà sulla storia dell’accordo che oggi si celebra, sul significato dell’intesa, sul percorso che ha poi accompagnato i formaggi Dop fino al nostro passato più recente, all'approvazione – cioè – della regolamentazione europea in materia di denominazioni di origine. Paolo De Castro, Presidente di Qualivita, che parlerà delle produzioni del territorio, del loro impatto sulle economie locali, delle loro possibilità di espansione.
I formaggi a denominazione protetta non sono solo un fatto culturale, ma economico. È un sistema intorno al quale gravitano migliaia di imprese agricole, di caseifici, di stagionatori, per un volume di affari che raggiunge i 4,5 miliardi di Euro. Per la produzione di formaggi Dop in Italia si impiegano più di 50 milioni di quintali di latte: il 40% del latte lavorato nel nostro Paese.
In questo settore abbiamo un vero e proprio primato mondiale. Nessun al mondo può vantare una realtà così grande: una vera corazzata nel panorama alimentare del nostro Paese. Corrado Pirzio Biroli, Capo di Gabinetto del Commissario all'Agricoltura Franz Fischler, che da pochissimi giorni ha terminato il proprio mandato e che è stato senza ombra di dubbio uno dei principali protagonisti della storia recente delle Dop e delle decisioni che a Bruxelles hanno riguardato questi prodotti.
L'impatto sulle aziende è stato un altro capitolo affronteremo nel corso dei lavori.
Il sistema delle Dop casearie è un sistema molto ampio e composito: grandi e piccole realtà, industrie private e cooperative di produttori, stagionatori e affinatori, aziende agricole pastorali e imprese agricole di grandi dimensioni.
Cosa pensano le imprese dei prodotti Dop, come hanno vissuto e quale scenario prevedono per i prossimi anni? A queste domande hanno risposto: Giuseppe Ambrosi, Industriale e Presidente di Assolatte, erede di una famiglia che fin dal dopo guerra ha investito e lavorato nel settore dei formaggi Dop. Giovanissimo ha dovuto rimboccarsi le maniche prendendo in mano le redini dell'azienda, credendo ai prodotti del territorio, che ha sviluppato la sua attività imprenditoriale grazie ai formaggi Dop.
Tiziano Fusar Poli, Presidente della Latteria Soresina, una delle più grandi realtà cooperative italiane. Anche la Soresina ha fatto della produzione Dop uno dei punti di forza della propria crescita.
Una cooperativa che ha profonde radici nel territorio e che negli ultimi anni ha saputo crescere ancora diventando un polo produttivo davvero importante. Giandomenico Auricchio e Paolo Bruni hanno portato invece la parola delle Istituzioni: Federalimentare e Fedagri: due facce della stessa medaglia; due realtà, Industrie e Cooperative che nei prossimi anni dovranno lavorare per trovare soluzioni ai problemi di competitività del settore, nell'interesse delle imprese alimentari italiane.
Ha concluso i lavori il Ministro Gianni Alemanno, esprimendo il punto di vista della politica più attuale.

Alessandro Tibaldeschi