''Food for life'' ovvero ''Cibo per la vita''
l'Italia in campo nella ricerca europea

A Bruxelles, lo scorso 5 luglio è nata la Piattaforma Tecnologica Europea denominata “Food for Life”, promossa da Federalimentare e dalla CIAA-Confederazione delle Industrie Agroalimentari dell’UE, con il supporto del Commissario UE alla Ricerca, Janez Potočnik.
L'Italia è oggi dunque in primo piano nella ricerca alimentare europea.
Le priorità strategiche dell'industria alimentare europea riguardano l'innovazione e la ricerca orientata alle tecnologie alimentari e alla nutrizione.
La Piattaforma Tecnologica “Food for Life” è una struttura che riunisce oltre 150 stakeholders della filiera agro-alimentare (dall’industria alle aziende agricole, dalla distribuzione ai consumatori), del mondo della ricerca, delle Istituzioni nazionali ed europee.
Un documento programmatico, la Vision, indicherà il cammino da seguire fino al 2020 e costituirà la base della definizione di un’Agenda di ricerca.
Prerequisiti sono il costante miglioramento della qualità e della sicurezza, una maggiore sostenibilità della produzione e una gestione efficiente della filiera. Solo attraverso prodotti sempre più in linea con le esigenze e le aspettative dei consumatori, in grado di contribuire al miglioramento del benessere e della qualità della vita dei cittadini europei, è possibile raggiungere un reale vantaggio competitivo per le imprese agroalimentari.
«Per rendere l’Industria alimentare europea più competitiva in un mondo globalizzato – afferma Daniele Rossi, Chairman Ricerca della CIAA, Direttore Generale di Federalimentare e coordinatore della Piattaforma – è fondamentale elaborare delle linee strategiche di ricerca, che prevedano un particolare coinvolgimento delle PMI, le realtà più rappresentative del settore.
La Piattaforma Tecnologica “Food for Life” costituisce un’opportunità unica non solo per promuovere il coordinamento delle attività di ricerca in materie di alimenti e nutrizione, garantendone sia la direzione, sia una massa critica sufficiente, ma anche per assicurare il trasferimento delle conoscenze alle imprese».
Uno dei risultati sarà la messa a punto di nuovi prodotti che possano aiutare a prevenire patologie, pur senza diventare alimenti-medicina, che siano pratici e facili da usare per consumatori con sempre meno tempo libero, che diano garanzie di sicurezza.
In futuro avremo sempre più spesso prodotti tradizionali rielaborati in chiave salutistica (alimenti "light" o arricchiti con vitamine) e facili da usare (mini confezioni, sughi e piatti pronti).