Food Authority a Parma

Fonte: "Gazzetta di Parma"
Authority, battesimo parmigiano
Primo cda a Palazzo Ducale. E ora si inizia: firmato l'accordo di sede

Parla chiaro. Irrompe sulla scena felpata del primo consiglio di amministrazione parmigiano dell'Authority senza mezze misure. Con una volata: «Parma è una grande città e oggi è una giornata storica. Ma per arrivare al traguardo del trasferimento definitivo dell'Agenzia bisogna fare un altro passo avanti, definire tempi ben precisi – sprona gli altri 14 membri del cda -. E risolvere in tempi brevi le ultime incertezze».
E' mezzogiorno. Nel salone affrescato del Palazzo Ducale è iniziato da un'ora il summit del gran consiglio dell'European Food Safety Authority (Efsa). E' il giorno del debutto, l'ora zero attesa da mesi e mesi. Giorgio Calabrese, docente di scienza dell'alimentazione alla Cattolica e all'università di Torino, unico membro italiano del cda dell'Authority, gioca d'attacco. Teme i ritardi del trasloco che sono nell'aria. E a Stuart Slorach e Geoffrey Podger, presidente del cda dell'Agenzia e direttore generale, i «numeri uno» dell'Efsa che avevano gettato sul piatto i problemi ancora parzialmente insoluti (scuola europea, accordo per la sede provvisoria, voli Parma-Bruxelles), replica che «a Dublino la scuola europea fa lezione solo in inglese. E ora abbiamo bisogno di un management che s'insedi a Parma il più presto possibile. Capisco che Roma non è stata fatta in un giorno. Ma per il buon funzionamento dell'Efsa ora è necessario porsi scadenze precise per il trasloco. E rispettarle».

E' l'Italia, con Calabrese, a dare lo scossone che mancava. E' Parma, col sindaco Ubaldi e col presidente della Provincia Bernazzoli, a ribadire la linea dell'accelerazione. Siamo al rush finale, ripetono entrambi. «Oggi – dice Ubaldi – consegniamo idealmente questo Palazzo all'Authority». Podger è soddisfatto, ma indica gli ostacoli: «Apprezzo moltissimo la collaborazione sull'accordo di sede. A Roma è stato svolto un lavoro efficientissimo». Non si sbilancia sui tempi del trasferimento: «Sarà al più presto possibile, comunque entro fine anno, ma ci prenderemo altri dodici mesi per completarlo». A regime, a Parma arriveranno 250-300 persone. Tra i nodi insoluti, elenca Podger, «la sede operativa al Dus: stiamo cercando una conclusione reciprocamente accettabile sul prezzo»; «la formazione, cioè la scuola europea per i figli dei dipendenti: un problema complesso, abbiamo bambini di diverse nazionalità e tutti hanno bisogno di lezioni nella loro lingua»; infine, «il collegamento Parma-Bruxelles: ci piacerebbe sapere con esattezza da quando sarà disponibile». A gettare acqua sul fuoco dei problemi è il sottosegretario Cesare Cursi, che sciorina una serie di numeri sui finanziamenti del Governo per l'Agenzia: altri settanta milioni di euro, stanziati con un decreto legge dal Consiglio dei ministri, che portano a 356 milioni i fondi per il trasferimento a Parma. Il Governo ha fatto la sua parte: ora tocca all'Authority. Poco prima del cda, Cursi aveva ribadito l'impegno del Governo per «garantire le migliori condizioni di lavoro all'Efsa». E l'ultimo tassello, fondamentale, lo annuncia il ministro plenipotenziario agli Affari esteri Luigi Solari: è la sigla dell'accordo di sede tra il Governo italiano e l'Efsa, sotto forma di un trattato internazionale bilaterale che dovrà essere ratificato dal Parlamento entro sessanta giorni. E' la consacrazione definitiva della sede europea dell'Authority all'Italia. E a Parma. «Con questa ratifica si avvia formalmente e operativamente l'attività dell'Efsa a Parma – dicono Ubaldi e Bernazzoli dopo aver ringraziato il sottosegretario Letta -. Tutto avrà inizio non appena avremo indicazioni chiare dall'Efsa sui tempi del trasferimento. Siamo pronti ad approntare tutto, affinché questa diventi anche la vostra città». L'accordo di sede – spiega una nota del consiglio dei ministri – rappresenta il presupposto giuridico alla base del trasferimento dell'Efsa a Parma e sarà successivamente completato da intese supplementari riguardanti gli edifici, i locali e i terreni da destinare all'Agenzia. «Ora l'Efsa è messa nelle condizioni di pianificare il proprio lavoro per il benessere dei cittadini europei», ripete Solari, dopo aver sottolineato che l'accordo è stato raggiunto a soli quattro mesi dall'assegnazione dell'Efsa a Parma. Firma, sorrisi e strette di mano. Il dato è tratto.

Ma il cda prosegue. Dai pareri sugli Ogm al ruolo scientifico dell'Efsa: la Commissione europea ha deciso di imporre all'Agenzia dei tempi per la comunicazione di pareri scientifici, il Cda ritiene che il lavoro tecnico dell'Agenzia rischi di essere scalfito nella sua autonomia e autorevolezza. Si decide di scrivere una lettera alla Commissione. La trasparenza deve essere l'elemento chiave, dice il presidente Slorach. E Podger parla di «indipendenza»: «L'Authority deve lavorare per i consumatori e i cittadini europei».

Buffet con salame e prosciutto, tortelli e Malvasia. Gli europei sono ammirati. Sale affrescate, finestre affacciate sul parco e fuori il Giardino sotto un sole da cartolina. Podger e Slorach si guardano attorno: «Siamo ansiosi di arrivare», si lasciano andare. La sfida del trasferimento si gioca anche sulla qualità della vita. E Parma può dire la sua.

Anna Maria Ferrari