Entrano in vigore da oggi i dazi di Trump
Sono entrati in vigore alla mezzanotte (alle 6 di oggi, 7, Agosto 2025 in Italia) i nuovi dazi statunitensi sui prodotti di decine di economie mondiali, delineando il nuovo ordine commerciale auspicato dal presidente americano Donald Trump. “Miliardi di dollari, provenienti in gran parte da paesi che hanno tratto profitto dagli Stati Uniti con entusiasmo, inizieranno ad affluire negli Usa”, ha dichiarato Trump sul suo social Truth pochi minuti prima della scadenza.
Sostituite le tariffe al 10%
Queste tariffe sostituiscono, per le economie interessate i dazi del 10% applicati da aprile su praticamente tutti i prodotti in ingresso negli Stati Uniti. Secondo il presidente americano l’obiettivo è riequilibrare gli scambi commerciali tra gli Usa e i suoi partner, che a suo dire “beneficiano” della principale potenza economica mondiale. I dazi scattati oggi rientrano in un ampio intervallo, compreso tra il 15% e il 41%. L’Ue, il Giappone e la Corea del Sud, che sono tra i principali partner commerciali degli Usa, sono ora soggetti a un’aliquota di almeno il 15%.
Trump: “verso tariffe al 100% su chip e semiconduttori esteri”
Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato anche l’intenzione di imporre dazi del 100% su chip e semiconduttori, senza specificare, per il momento, la data di entrata in vigore di queste nuove misure. “Imporremo dazi significativi su chip e semiconduttori, intorno al 100%”, ha dichiarato dalla Casa Bianca. “Questa è una buona notizia per le aziende che li producono negli Stati Uniti”, ha aggiunto.
L’Ue invece importerà dagli Usa più aragoste e carne di bisonte
L’Ue si appresta ad aprire le sue porte a maggiori importazioni di aragoste e carne di bisonte dagli Stati Uniti.
Si tratta di uno degli elementi dell’accordo sui dazi siglato con Washington, come confermato da fonti europee.
L’intesa prevede l’azzeramento dei dazi Ue su una selezione di prodotti agroalimentari non sensibili provenienti da oltreoceano, per un valore complessivo stimato attorno ai 70 miliardi di euro.
Nel paniere delle liberalizzazioni rientrano prodotti Usa come frutta secca, soia, aragoste, pesce, formaggi, prodotti lattiero-caseari selezionati, mangimi per animali domestici, fertilizzanti e alcune sostanze chimiche, queste ultime anche come alternativa strategica alle forniture russe.
L’intesa, viene ribadito, non contempla concessioni su beni agricoli considerati sensibili: restano pertanto esclusi manzo, zucchero, etanolo e pollame.
