''Enotria'' wine. Workshop d'Abruzzo

Per celebrare il vino abruzzese si terrà dal 16 al 18 novembre prossimi “Enotria”, un wine workshop che avrà come scenario il Museo Archeologico “La Civitella” di Chieti, ad ulteriore dimostrazione che per gli abruzzesi il vino rappresenta un fattore di cultura, e che vedrà arrivare da 20 paesi esteri circa 40 buyers della domanda estera e centinaia di produttori dell’offerta regionale.
Montepulciano e Trebbiano. Basterebbero questi due semplici nomi per connotare la cultura enologica dell’Abruzzo. Una Regione, terra di Enotria, da sempre dedita alla viticoltura come dimostrano le tracce lasciate dagli Etruschi, risalenti al VII e VI secolo a. C. E gli scritti di Ovidio, che più tardi e a più riprese, tesserà le lodi di quel nettare che lui, abruzzese di Sulmona, aveva la fortuna di gustare.
“I nuovi consumatori, dichiara Enzo Giammarino, Presidente della Società “In Fiera srl”, ideatrice e organizzatrice dell’evento, non sono più sprovvisti come in passato. Oggi leggono, s’informano, partecipano a corsi si degustazione, organizzano viaggi nelle aree di produzione, vogliono conoscere l’ambiente in cui il prodotto prende vita e soltanto dopo decidono di acquistare. Questa manifestazione, nata soltanto lo scorso anno, ha saputo subito dare le giuste risposte tanto ai produttori, che hanno con entusiasmo confermato la loro presenza, quanto soprattutto ai buyers stranieri, dopo aver registrato l’affermazione del prodotto sui mercati di competenza”. All’evento chietino saranno presenti i rappresentanti di 20 paesi stranieri (Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Rep. Ceca, Rep. Slovacca, Romania, Russia, Stati Uniti, Svezia e Ungheria) che nel corso di tre giorni di contrattazioni (Enotria è l’unica B2b di settore della Regione), potranno venire a contatto con una realtà, nel vasto panorama enologico nazionale, di grande interesse. La coltivazione della vite in questa Regione, infatti, benché millenaria, ha conosciuto soltanto negli ultimi decenni quello sviluppo che ha proiettato il prodotto nel firmamento dei vini nazionali, grazie soprattutto ad una politica di modernizzazione delle strutture e ad un indirizzo deciso verso una produzione di grande qualità. Il vitigno maggiormente coltivato è il Montepulciano che nella denominazione d’origine controllata Montepulciano d’Abruzzo trova la sua massima espressione. Novità rilevante nel panorama enologico abruzzese è stato il riconoscimento della Docg Montepulciano d’Abruzzo “Colline Teramane” che a partire dalla vendemmia 2003 si fregia del più importante riconoscimento qualitativo. A questi splendidi vini si aggiunge poi il Trebbiano d’Abruzzo, prodotto nell’intera Regione, che deriva dal vitigno omonimo noto sin dall’epoca dei romani con il nome di “Trebulanum”. La produzione complessiva in questa Regione assomma complessivamente ad oltre tre milioni e 600 mila ettolitri di vino di cui oltre un quarto a denominazione d’origine controllata. “Il consumo del vino, ha detto ancora Giammarino, è in forte crescita. A differenza di qualche decennio fa la gente consuma sicuramente minori quantità di vino, ma non deroga alla qualità. Per questo la manifestazione chietina si è subito imposta all’attenzione dei produttori e dei consumatori. Perché hanno capito da subito che qui si commercializzano soltanto prodotti di altissima qualità”.