E' ''Libero'' il nuovo riso ''OGM free''

È l'alternativa agli Ogm e si chiama Libero, il riso brevettato dall'Ente Risi e dalla Basf che è stato presentato nei giorni scorsi nella sede italiana del gruppo tedesco. Quest'anno più di 17.000 ettari di risaia del Belpaese saranno coltivati con questa varietà destinata all'esportazione sul mercato britannico, dov'è ricercata per i contorni.
Alla Basf, però, non escludono di applicare la tecnologia Clearfield anche per produrre i chicchi "da risotto".
Libero è una novità mondiale e i risicoltori italiani fanno a gara per accaparrarselo, perché promette maggiori utili, esigendo un utilizzo di erbicidi minore (di 10 volte!) e un risparmio di acqua d'irrigazione. E sono – scrive Avvenire – le voci di costo più pesanti in questo campo. La vera novità, però, consiste nel fatto che Libero si comporta da Ogm senza esserlo. L'uovo di Colombo si chiama Clearfield, riunisce una semente innovativa e un erbicida selettivo, "inventato" in un'università della Louisiana.
I ricercatori spiegano che è bastato "risvegliare" un gene presente nel Dna del riso per renderlo tollerante agli erbicidi imidazolinonici usati per sterminare il crodo, la malerba più dannosa per questa graminacea.
La nuova varietà, ha confermato ieri la professoressa Gabriella Consonni dell'Università di Milano, è stata ottenuta con metodi tradizionali di miglioramento genetico: la mutagenesi è stata provocata trattando i semi con una sostanza, l'etilmetilsulfonato, che viene utilizzata per indurre mutazioni nei vegetali in modo naturale, senza cioè inserire dei geni "estranei" al loro patrimonio genetico, come avviene invece negli Ogm.
Libero costituisce una bella rassicurazione per tutti i consumatori europei, tempestati da allarmi alimentari, e per le istituzioni comunitarie, che mantengono il loro veto all'agricoltura biotech. Su questo punto l'amministratore delegato di Basf Italia, Erwin Rauhe è stato chiaro: «Noi non siamo contrari, ma l'Europa non permette di coltivare Ogm» ha scandito senza fornire maggiori dettagli sulle ragioni dell'investimento.
La scelta del colosso chimico di scommettere su una linea di erbicidi specificamente destinati a un prodotto Ogm free può spiegarsi tuttavia con la volontà di presidiare quella fascia "alta" del mercato, che ha maggiore capacità di spesa e diffida dei cibi Frankenstein.
Gli europei, con il loro "no" intransigente al transgenico sono in prima fila, ma l'appeal dell'Ogm free cresce anche in altre zone del mondo. La Basf, del resto, ammette che, almeno nell'immediato, l'operazione Libero non è un gran business: il fatturato, a regime, arriverà a quattro milioni di euro. Pochi, rispetto agli 80 dell'intera divisione Agro Italia e nulla se lo si raffronta con il fatturato globale Basf, che si aggira intorno ai 42,7 miliardi. Rauhe, che ha definito Libero una «talea evoluta», per sottolinearne l'origine completamente naturale, ha spiegato che l'investimento risponde a «criteri di sostenibilità ambientale», oltre a «contribuire al successo dei clienti in termini di ottimizzazione delle risorse e quindi di maggior profitto». Guardando ai listini attuali, per chi lo semina, Libero è meno remunerativo di un Carnaroli o di un Arborio e fuori dall'Ue Clearfield non risulta competitivo rispetto agli Ogm; eppure Basf annuncia che quest'esperienza non resterà isolata.
Come ha spiegato Alberto Dezza, responsabile italiano della divisione Agro di Basf Italia, la tecnologia è già utilizzata nel mondo su altre colture, come grano e mais, lenticchie e girasole…
In Italia non sono in cantiere, ha aggiunto, progetti per il mais, «ma stiamo lavorando per contrastare la diffusione del "girasole pazzo" che è un po' il crodo di quel settore, e per trovare una soluzione ai problemi del grano duro, un'perazione per cui stiamo selezionando un partner».
Si parla di Barilla.