Dall’incontro “Allevatori insieme” norme più chiare per i reflui

Sono in arrivo norme più severe per il comparto zootecnico che implicheranno maggiori controlli e richiederanno condizioni strutturali più adeguate da parte delle aziende che operano nel settore dell'allevamento dei bovini.
Il decreto ministeriale, che recepisce la direttiva comunitaria in materia di reflui zootecnici ed è attualmente in fase di pubblicazione,ed è stato illustrato, stamane, all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige dal dirigente generale del Dipartimento Agricoltura e Alimentazione della Provincia autonoma di Trento, Mauro Fezzi, agli oltre duecento allevatori accorsi per l’incontro conclusivo di “Allevatori Insieme”.
Il quadro normativo nazionale evidenzia particolare severità nei confronti delle imprese più grandi, di quelle che utilizzano i liquami rispetto a quelle che gestiscono letame, e sposta le condizioni di equilibrio verso quelle aziende che si trovano in sintonia col territorio.
Non c’è dubbio che la normativa indirizzerà le agevolazioni previste dalle disposizioni provinciali vigenti per le attività zootecniche con riferimento particolare alla gestione degli effluenti degli allevamenti. “Si evidenzia ancor più, e non solo per motivi produttivi, l’esigenza di un’attività zootecnica in equilibrio col terreno coltivato anche per essere in linea con la normativa nazionale che è stata da poco approvata dalla Conferenza Stato-Regioni” ha spiegato Mauro Fezzi. L’assessore provinciale al commercio, turismo e agricoltura, Tiziano Mellarini, ha aggiunto, a questo proposito, che “dovremo attrezzarci adeguando gli strumenti legislativi, in primis il Piano di Sviluppo Rurale, per compatibilizzare i vincoli che derivano dalla normativa nazionale, al fine di trovare soluzioni che tengano conto del quadro legislativo provinciale, collaborando con tutti i soggetti che operano all’interno del comparto zootecnico.
Un comparto, come ha evidenziato il presidente dell’Istituto Agrario, Giovanni Gius, che è notevolmente cambiato negli ultimi anni. Si è ridotto il numero delle aziende, è aumentata la loro dimensione, è cambiato il sistema di monticazione ed uso degli alpeggi, sono mutate le tecniche di lavorazione del latte e di commercializzazione delle produzioni e, parallelamente, hanno assunto crescente importanza le valenze collegate alla salvaguardia del territorio e al mantenimento del paesaggio.
Nell’incontro di stamane, l’ultimo dei tre appuntamenti organizzati da Istituto Agrario, Federazione Provinciale Allevatori di Trento e Istituto Zooprofilattico delle Venezie, dedicato al tema della gestione delle deiezioni zootecniche, è stato ufficialmente presentato “SMAL”, il sistema messo a punto dall’Istituto Agrario di San Michele per la maturazione accelerata del letame. E’ un sistema semplificato, a basso costo, e pertanto applicabile ad ogni singola azienda, che consente di migliorare la qualità delle deiezioni zootecniche consentendo di ottenere in due mesi gli stessi risultati raggiungibili in 8-10 mesi di maturazione in campo.
L’incontro, moderato da Pierluigi Navarotto della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano, ha spaziato dai temi della valorizzazione agronomica delle deiezioni zootecniche, risorsa fondamentale per la frutti-viticoltura, al trattamento dei reflui zootecnici liquidi con finalità ambientali ed energetiche, dalle esperienze innovative condotte nell’ambito del progetto IMALP (“Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale nelle montagne alpine”) ai metodi innovativi per la distribuzione in campo che consentono di ridurre l’impatto odoroso, migliorare l’efficienza agronomica e non inquinare le acque superficiali.

Comunicato stampa
Istituto Agrario
S.Michele a/A