Dal Frantoio Vallone, fragranze di Sicilia

In un momento storico-economico assai labile, caratterizzato da un aumento dei prezzi dei principali beni alimentari di consumo e da patti di filiera per limitare la corsa dei prezzi, c’è chi contrasta il ciclo sfavorevole puntando sulla qualità.
E’ una normalissima storia italiana, quella del Frantoio Vallone, di quell’Italia che inventa, nutre e coccola i propri tesori, abbinando alla passione una scelta di mercato netta e decisa. Ed è quindi una storia sconosciuta, perché i piccoli successi interessano poco.
L’olio che viene prodotto in questo angolo di Sicilia, in un territorio – quello trapanese – splendido e poco conosciuto, ha il sapore del sole della Trinacria, delle sue olive così caratteristiche e dei suoi agrumi. Sì, perché una parte della produzione olivicola è aromatizzata all’arancia, oppure al mandarino o ancora al limone. Non ‘al sapore di’ o ‘al gusto di’, ma ‘di’, perché gli agrumi vengono moliti assieme alle olive. E poi ci sono le confetture, le salse di pomodoro, le gelatine, tutti prodotti tipici di questa terra che sono la migliore risposta alla produzione in serie di alimenti che di alto hanno solo il prezzo.
Ed è anche una storia di successo perché, negli anni, la passione e la ricerca della qualità hanno portato a tantissimi riconoscimenti: la segnalazione del Gambero Rosso, il premio ‘Tre Olive’ di Slow Food, l’Ercole Olivario 2008, solo per citarne alcuni.
Anche in Germania si sono accorti e hanno premiato questo olio, prodotto in un’azienda che ha deciso di correre da sola, che a volte è la scelta giusta, se non si riesce a fare sistema con altre realtà del territorio. ‘Ci piacerebbe ed è un gran peccato che non riusciamo a metterci tutti assieme’ ci dice Lilla Scilabra ‘il nostro territorio ha tanto da dare’.
E al loro territorio ci pensano sul serio, tanto da aver ideato un concorso (ancora in via di definizione, per la verità) che sia occasione per portare alla ribalta, a livello nazionale, il territorio trapanese. ‘Il concorso sarà una ottima scusa per promuovere le nostre zone, i nostri gioielli enogastronomici, la cultura del mangiar bene. Per questo il culmine del concorso coinciderà con una festa tradizionale nostra, forse ad Ottobre, perché vogliamo che la gente che parteciperà viva il territorio’.

Alessandro Tibaldeschi