Da ''Voler bene all'Italia'' un appello contro l'uso dei trucioli nel vino

"Chiediamo al nuovo ministro delle Politiche Agricole, Paolo de Castro di impegnarsi affinché l'Italia riveda le sue posizioni sulla pratica enologica che introduce l'uso dei trucioli nel vino, che nulla ha a che fare con la nostra tradizione vitivinicola".
Allo scopo è prevista la seguente petizione:
“I sottoscritti cittadini, sconcertati dalla decisione dell’Unione Europea di rivedere le norme sulle nuove pratiche enologiche, rivolgono un forte appello alla Commissaria all’Agricoltura dell’Unione Europea Mariann Fischer Boel e al Ministro dell’Agricoltura del Governo Italiano Paolo De Castro, affinché si impegnino contro l’ipotesi di approvazione della norma che legalizza l’uso di trucioli di legno di rovere al posto del tradizionale passaggio in barrique per ottenere in modo più rapido
l’effetto “invecchiamento” per i vini prodotti in Europa e in Italia”.
Fra i promotori dell'iniziativa
Floriano Zambon, presidente di Città del Vino che afferma: "se poi non fosse possibile vietare l'impiego dei trucioli in Europa che almeno venga stabilito l'obbligo di indicare chiaramente in etichetta che il prodotto è stato a contatto con i trucioli di legno. E questo sia sulle etichette dei vini europei che su quelle in arrivo dai nuovi Paesi produttori. Speriamo inoltre che i trucioli non siano la prima finestra che si apre, seguita da altre innovazioni sgradite a quei territori e a quei produttori che fanno della qualità la loro bandiera”.
Fra i primi firmatari della petizione lanciata a Castel Del Monte (Aquila) in occasione di "Volere bene all’Italia", la festa nazionale dei piccoli comuni, da Legambiente e Città del Vino per tutelare i vini invecchiati tradizionalmente nelle botti di legno anche Franco Marini, Presidente del Senato, ed Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e presidente del Comitato promotore di "Voler bene all’Italia".
La petizione al Governo italiano e al commissario dell’Agricoltura Ue, è lanciata da Legambiente e Città del Vino.
Tutto ciò è necessario per la tutela dei vini invecchiati tradizionalmente nelle botti di legno e il diritto dei consumatori di scegliere cosa bere. Città del Vino sta inoltre mobilitando i cinquecentocinquanta Comuni associati per organizzare consigli comunali aperti ai produttori e ai cittadini.
L’Ue potrebbe autorizzare, tra breve, nuove norme sulle pratiche enologiche che introducono l’uso di trucioli di legno per simulare i processi di invecchiamento dei vini, senza alcun obbligo di indicare in etichetta la differenza tra vini realmente invecchiati in botti di legno e quelli con i tannini stimolati "artificialmente".
“Cile, Usa e Sudafrica utilizzano i trucioli e non hanno alcun obbligo di segnalarlo in etichetta – ha dichiarato il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci – ma i nostri produttori di vino hanno tutto l’interesse a distinguere i loro prodotti di qualità, realizzati con cura e professionalità.
Oggi l'Italia è il primo paese esportatore di vino al mondo con un quarto del fatturato globale del mercato.
Questo fenomeno non è casuale: è frutto dello stretto legame con il territorio, dell’intreccio tra i saperi e la creatività tipici di tanti luoghi caratteristici del Belpaese; è il frutto di talenti tipicamente italiani sui quali vale la pena di investire e scommettere per vincere le sfide del futuro”.