Cresce la cultura del miele in Italia

Con 400 grammi pro capite all’anno non si può dire che gli italiani siano oggi dei gran mangiatori di miele, ma indubbiamente la cultura sul “nettare degli dei” sta crescendo, e con la cultura i consumi, che nell’ultimo anno hanno segnato una ripresa.
Questo anche perché l’Italia è l’unico Paese al mondo che può vantare moltissime varietà di mieli pregiati, dall’acacia (il più amato) al castagno, dall’eucalipto al girasole, agli ottimi millefiori.
Un giro d’affari, quello del miele, che muove oltre 60 milioni di euro per una produzione nazionale che supera abbondantemente le 14 mila tonnellate.
Sono in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte che si trovano i maggiori apicolori nazionali (in Italia sono oltre 50.000) ed hanno un bel da fare: sono infatti più di un milione gli alveari destinati alla produzione, e sono abitati da ben 55 miliardi di api!
Un patrimonio ricco che va difeso dagli attacchi dei produttori esteri, che si affacciano con sempre maggiore insistenza sul mercato nazionale. Ancora una volta è la Cina che spaventa, essendo uno dei maggiori produttori mondiali, ma con una qualità che nulla ha a che vedere con il miele italiano.
Proprio con il fine ultimo di promuovere e diffondere sempre più la cultura del nostro prodotto tipico di qualità, nell’ambito de Il BonTà di Cremona, in programma dal 10 al 13 novembre, si terrà un concorso che coinvolgerà gli oltre 150 apicoltori della provincia e che premierà il miele più buono del territorio.
Un’iniziativa che servirà anche per scoprire molte produzioni che spesso sono poco conosciute dai consumatori, ma che rappresentano certamente una delle eccellenze dell’agroalimentare di qualità.