Con il progetto E-fruitrace garantita la tracciabilità alimentare

In vista della legislazione generale sugli alimenti, entrata in vigore il 1° gennaio 2005, nel 2001 la Commissione aveva deciso di finanziare il progetto e-fruitrace, che si proponeva di garantire la sicurezza alimentare nell'UE con un efficiente sistema di tracciabilità grazie alle tecnologie Internet.
Le nuove norme dell'UE sull'igiene alimentare – che chiedono ad agricoltori, trasformatori e distributori di applicare la tracciabilità dalla produzione al consumatore – esigono una soluzione globale e compatibile che permetta a tutti gli operatori del settore agroalimentare di seguire il viaggio dei prodotti.
Con un finanziamento di 200.000 euro del Quinto programma quadro (5PQ), il progetto e-fruitrace ha testato con successo un sistema europeo, adattabile, integrato e basato su Internet, di tracciabilità nel settore ortofrutticolo.
'Nella catena alimentare vi sono tre passi principali: produzione, trasformazione, distribuzione', ha spiegato in un'intervista al Notiziario CORDIS il coordinatore del progetto, Itziar Cuenca. 'Grazie al software che abbiamo sviluppato, possiamo coprire i tre settori. Ogni operatore nella catena identifica il suo acquisto di frutta e verdura e registra le informazioni nel sistema'.
I consumatori vogliono essere rassicurati non solo sulla qualità dei cibi che mangiano, ma anche sulla loro origine. Il concetto di 'tracciabilità alimentare' significa conoscenza completa del cibo consumato (compresi sanità, analisi, ispezioni di qualità, origini, specie, manipolazioni, catene, trasporto, logistica, commercializzazione).
Come Cuenca ha spiegato al Notiziario CORDIS, i partner del progetto hanno lavorato gomito a gomito per quantificare l'informazione che bisognava inserire nell'applicazione informatica, e che includeva sito di coltivazione della frutta e verdura, fertilizzanti e pesticidi utilizzati, tipo di acqua usata per l'irrigazione.
'Ad esempio', ha detto Cuenca, 'se sul mercato appare una cassetta di mele di cattiva qualità, è importante scoprire l'origine del difetto. Scopo principale della tracciabilità è appunto permettere di risalire lungo la catena alimentare e capire da dove viene il problema, ed è proprio questa la 'raison d'être' di e-fruitrace', ha aggiunto.
'Grazie a e-fruitrace, possiamo dire da dove vengono le mele, di che tipo sono, chi le ha raccolte, chi le ha lavate e trasferite, e persino da dove vengono le cassette in cui sono imballate', ha commentato Cuenca.
E-fruitrace ha anche superato l'assillante problema posto dalla legislazione sulla tracciabilità europea: l'incompatibilità delle piattaforme differenti usate da operatori differenti in paesi differenti. E-fruitrace non ha creato un sistema completamente nuovo; ha semplicemente unificato i vari sistemi di tracciabilità usando strumenti basati su Internet e dando vita a uno standard de facto per la tracciabilità dei prodotti ortofrutticoli.
E-fruitrace può essere usato con le soluzioni di tracciabilità esistenti; l'investimento richiesto alle cooperative agricole, agli operatori della fase intermedia e ai distributori è piccolo, se paragonato al costo d'installazione di sistemi di tracciabilità completamente nuovi. Inoltre, ha spiegato Cuenca, l'informazione può non solo essere scambiata facilmente e rapidamente da un estremo all'altro della catena alimentare, ma può anche essere usata in qualsiasi parte del mondo.
'Si tratta di un sistema flessibile che può adattarsi ai singoli casi', ha concluso il coordinatore del progetto. 'Aiuta l'industria a controllare la propria attività e a lavorare prodotti di qualità, sicuri per il consumatore. Siano soddisfatti dei risultati ottenuti, anche se per adesso non abbiamo avuto reazioni dal mercato. Pensiamo però che le cose dovrebbero cambiare con l'entrata in vigore della nuova legislazione'.

Fonte: Cordis

Per ulteriori dettagli sul progetto: www.e-fruitrace.com