Coldiretti: attenzione ai falsi in tavola

Continua l’attacco frontale che la Coldiretti ha sferrato da qualche tempo a questa parte ai falsi alimentari.
Secondo una sua indagine, infatti, le esportazioni in tutto il mondo di beni alimentari Made in Italy sarebbero soltanto un quarto dei prodotti (per il 75% ‘cosiddetti’) italiani consumati sulle tavole di tutto il mondo.
Tre quarti degli alimenti che riportano nomi, luoghi e provenienze italiane sono quindi utilizzati a sproposito, e tali da danneggiare l’immagine dell’Italia e della sua offerta enogastronomia di qualità, a detta dei vertici di Coldiretti.
Non solo: il dato più importante riguarderebbe il giro d’affari che per l'appunto eroderebbe ben tre quarti dei guadagni possibili, con i quali si avrebbe una ricaduta enormemente positiva per l’economia nazionale.
C’è da aggiungere che un terzo dei prodotti ‘taroccati’ proviene proprio dall’Italia, anche se la parte del leone la fanno Cina e Stati Uniti. In particolare, negli Stati Uniti solo il 2% dei formaggi ‘italiani’ sono effettivamente tali. Questo fa correre il forte rischio che i falsi si radichino nelle abitudini alimentari dei consumatori, occupando indebitamente consistenti fette di mercato, impedendo ai prodotti originali di stabilizzarsi nei segmenti di loro naturale collocazione.
La soluzione, secondo l’associazione di categoria, è cercare un accordo internazionale, ed anche attraverso il Wto, oltre a chiarire a livello nazionale ed europeo una disciplina comune che certifichi in maniera chiara la provenienza dei prodotti di qualità.

Alessandro Tibaldeschi