Cioccolatò e Barolo Chinato: due abbinamenti

“Cioccolatò alla corte del Barolo Chinato” fa ritorno a Barolo, località piemontese nota pe la produzione del famoso e raro Vino Barolo Chinato 8Per l'aggiunta di china).
L’abbinamento tra il Barolo Chinato ed il cioccolato ha suscitato vivo interesse lo scorso anno tra il pubblico di visitatori, pertanto il Comune, la Pro Loco di Barolo e l’Enoteca Regionale del Barolo, ripropongoo sabato 26 e domenica 27 febbraio, presso il Castello Comunale Falletti, le degustazioni del prestigioso vino liquoroso in abbinamento alla grande pasticceria.
Il Barolo Chinato è un prodotto che solo in questi ultimi anni si è nuovamente imposto all’attenzione delle pasticcerie e dei ristoranti e fa da degna cornice a fine pasto con qualunque abbinamento da pasticceria. E’ in questo ambito che al Castello di Barolo parte il messaggio che va alla riscoperta di una formula antica che si sposa pienamente con tutti i sapori che sa offrire la vasta gamma del cioccolato.
Il Piemonte delle colline del Barolo, presenta oltre venti produttori selezionati che tramandano questa antica produzione e che ora vogliono far conoscere quale abbinamento ideale al cioccolato.
Tre gli appuntamenti:
1° Il 26 e il 27 febbraio al Castello Falletti di Barolo, “Cioccolatò alla corte del Barolo Chinato”, dove un percorso didattico nelle storiche sale del Castello porta a conoscere erbe e aromi che fanno di questo vino liquoroso un classico della tavola, a cura del Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco di Alba e in collaborazione con la Scuola Enologica.

Con l'occasione sono previste degustazioni di cioccolato in abbinamento al Barolo Chinato.
2° Dal 4 al 13 marzo, presso gli stand fieristici in P.zza Castello a Torino, i cioccolatieri torinesi ed i produttori di Barolo Chinato propongono al pubblico una pluralità di abbinamenti.
3° Sabato 12 e domenica 13 marzo degustazione di Barolo Chinato nelle storiche sale di Palazzo Barolo, in Via delle Orfane 7 a Torino, attraverso approfondimenti conoscitivi e degustativi con la presenza di produttori aderenti.
Nell’ambito di Cioccolatò 2005, nei Comuni del Barolo, i ristoranti, le vinerie ed i bar che hanno aderito all’iniziativa, danno libero sfogo alla fantasia per proporre ai loro ospiti menù da assaggiare che esaltano il connubio Cioccolato – Barolo Chinato

Cos'è il Barolo Chinato:

la denominazione “Barolo Chinato” è consentita per i vini aromatizzati preparati utilizzando come base vino “Barolo Docg” senza aggiunta di mosti o vini non aventi diritto a tale denominazione a con un’aromatizzazione tale da consentire, secondo le norme vigenti, il riferimento nella denominazione china.
Superba espressione della civiltà del barolo, il Barolo Chinato ha una storia tutta sua da raccontare, attraverso le cui pagine si rivelano aspetti affascinanti della quotidianità e dell’immaginario contadino di Langa.
Le sue origini appartengono all’epica del barolo, all’età dei patriarchi e ci introducono nella vivace realtà vitivinicola del barolo a fine Ottocento.
Culla del Barolo Chinato non sono, però, le prestigiose cantine locali, bensì i retrobottega di due straordinari speziali, il dottor Giuseppe Cappellano di Serralunga e il dottor Zabaldano di Monforte d’Alba. Personaggi carismatici del mondo del barolo, i due farmacisti seppero applicare (ognuno la propria formula) le tanto decantate proprietà della China Calissaia al barolo, creando un “elisir” dall’immediata fama commerciale e dalle durature fortune all’interno della cultura contadina di Langa. Il “prelibato barolo – chinato” Zabaldano merita una medaglia d’oro all’Esposizione franco-italiana di Nizza del 1899. Tonico, sovrano, cordiale, virile:sono gli appellativi che all’epoca magnificano le proprietà di questo originale toccasana, protagonista della cultura della tavola e della farmacopea popolare langarola.
Arrivato un certo interesse commerciale, il Barolo Chinato conosce, poi, l’indifferenza dei decenni del secolo dopoguerra (tra gli anni’50 e ’70), in corrispondenza con la crisi dei modelli culturali contadini. Amorevolmente “protetto”, quasi nascosto, dalla più vera civiltà del barolo e dalla paterna ed appassionata opera di promozione degli eredi del Cappellano, il Barolo Chinato ha saputo, però, sopravvivere ai tempi integrati per figurare, oggi, con inalterata orgogliosa fierezza contadina tra le proposte più raffinate della grande cucina albese.
Nelle segrete formule e nel sapiente equilibrio di barolo, china calissaia e spezie ritroviamo anche quell’amore per la strada, per l’esotico, per “i mari del sud” che rappresenta un aspetto caratteristico della cultura e dell’immaginario contadino di Langa.

info : barolo@baroloworld.it
web : www.baroloworld.it

Alessandro Tibaldeschi