Cibus 2006 di Parma 13° edizione
Un evento a carattere internazionale

Da giovedì 4 a domenica 7 maggio 2006 a Parma, capitale della "food valley" italiana e sede dell'Authority europea per la sicurezza alimentare, si effettua la tredicesima edizione del salone internazionale dell'alimentazione.
Un punto di riferimento per tutte le aziende italiane del settore e i maggiori operatori professionali del mondo, diretti qui a confermare il grande successo dello stile alimentare italiano.
Un successo crescente, fondato sulla qualità delle materie prime, l'incredibile varietà del gusto e una tradizione culinaria che, oltre a far parte di un secolare patrimonio di arte e cultura, è oggi vincente in termini di nutrizione e salute.
Con i suoi oltre 2000 espositori provenienti da 21 paesi diversi, Cibus è anche la più grande e completa vetrina del fine food europeo, nonché la più importante rassegna al mondo dell'alta qualità alimentare: dai prodotti tipici, alle specialità. Tutto il meglio, non soltanto per gli amanti della buona cucina italiana ma anche per gli operatori del pronto in tavola e i professionisti della ristorazione.
I palati più curiosi delle recenti novità in fatto di cibo nostrano hanno a disposizione quattro giorni per immergersi nella vetrina più prestigiosa del made in Italy alimentare.
Cibus, è l’ importante appuntamento per un settore in crescita come il food italiano, organizzato da Federalimentare e Fiere di Parma, che si avvia a superare il record dell’edizione del 2004. Mentre l’industria italiana nel suo complesso stenta a riprendersi, nel 2005 sono cresciuti i consumi alimentari e la produzione. In salita anche le esportazioni, che superano quota 15 miliardi di euro.
Buone le performance nei mercati emergenti, quali Russia e Turchia, ma anche in quelli tradizionali, come Gran Bretagna e Stati Uniti.
“Con le oltre 2400 aziende alimentari presenti – ha dichiarato il Presidente di Federalimentare, Luigi Rossi di Montelera, in occasione dalla conferenza stampa di presentazione della manifestazione – la tredicesima edizione di CIBUS si conferma come l’appuntamento fieristico di gran lunga più importante del settore. E’ ormai una risorsa preziosa del sistema alimentare italiano, oltre che un’esperienza consolidata, costruita nel corso del tempo da Federalimentare insieme alle Fiere di Parma, alle autorità locali ed agli enti nazionali competenti.
La posizione di Parma è strategica e difficilmente sostituibile, poiché si trova al centro di un bacino agroalimentare unico in Italia e in Europ.
Secondo i dati Federalimentare presentati, in occasione della conferenza, sull’andamento dell’industria alimentare, il fatturato dello scorso anno 2005 è stato pari a 107 miliardi di euro (+1,9%): in crescita rispetto all’anno precedente, quando il fatturato era stato di 105 miliardi di euro.
I primi quattro settori sono:
– il lattiero caseario (14,1 miliardi di euro),
– il dolciario (11,2 miliardi di euro),
– il vinicolo (7,6 miliardi di euro) e
– la trasformazione della carne (7,5 miliardi di euro).
“Sono dati significativi – ha commentato Luigi Rossi di Montelera – che mettono in luce il buono stato di salute dell’industria alimentare italiana e le sue doti anticicliche. Dopo le difficoltà del 2004, il 2005 è stato contraddistinto da una serie di segnali positivi: dal rilancio dei consumi alimentari all’incremento della produzione. Senza dimenticare la crescita generale dell’export, sia verso i mercati emergenti, a cui a sta dedicando particolare attenzione Federalimentare, sia verso i clienti tradizionali dei prodotti italiani, quali Germania e Stati Uniti. L’alimentare si conferma sempre di più come il secondo comparto dell’industria manifatturiera del nostro Paese, dietro il metalmeccanico, e riserva ancora ampi margini di crescita”.
Il recupero della produzione sembra essere merito della crescita dei consumi delle famiglie (+3%).
“Va ricordato però – ha precisato il Presidente di Federalimentare – che l’aumento dei consumi rappresenta sostanzialmente un recupero delle posizioni precedenti, dopo i cali del 2004.”
Anche l’export ha giocato un ruolo importante con un incremento del 3,4%.
Entrando nel dettaglio delle esportazioni, i comparti più dinamici sono stati il “saccarifero” (+16,8%), gli “oli e grassi” (+13%) e il “caffè” (+11,4%). Buone le performance dell’ittico (+7,1%), delle acque minerali e del vino (entrambi col + 3,7%) e della pasta (+3,5%).