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Chi è la vincitrice del miglior Pesto alla genovese

Sabato, 21 marzo 2026 – A vincere il Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio 2026 è Carla Pensa, 85 anni, ex fruttivendola di Roccatagliata, minuscola frazione dell’entroterra genovese con poco più di cinquanta abitanti.

Si aggiudica il “pestello d’oro” al termine di una competizione che ha visto sfidarsi cento concorrenti provenienti da numerosi Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti (Hawaii), Sud Africa e diverse nazioni europee.

Inserita tra i partecipanti all’ultimo momento, Carla Pensa è riuscita prima ad accedere alla finale — riservata ai dieci migliori — e poi a imporsi davanti a una giuria composta da trenta esperti.

Come da regolamento, tutti i concorrenti hanno lavorato con gli stessi ingredienti — basilico genovese Dop, olio extravergine Riviera Ligure Dop, aglio di Vessalico, pinoli italiani, Parmigiano Reggiano e Pecorino sardo stagionati, sale grosso — ma a fare la differenza è stata la mano: tecnica, consistenza, colore e soprattutto armonia del gusto. Il pesto, preparato rigorosamente al mortaio, resta infatti una delle poche ricette in cui il gesto, più della ricetta stessa, determina il risultato finale, rendendo ogni esecuzione inevitabilmente diversa.

Una dimensione ancor più significativa se si pensa al recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, attribuito non tanto alle singole ricette quanto all’insieme di pratiche, gesti e saperi tramandati nel tempo. È proprio in questa magia fatta di manualità, proporzioni e memoria che preparazioni come il pesto trovano ancora oggi la loro identità più riconoscibile.

La vittoria arriva così al termine di una competizione altamente codificata, che riunisce esperienze diverse. In un contesto internazionale, a fare la differenza è stata la capacità di interpretare con precisione tecnica e equilibrio una ricetta fortemente identitaria.

Una giornata, un concorso e un premio che restituiscono l’anima del pesto genovese oggi: una preparazione diffusa e riconosciuta a livello globale, ma ancora definita, nella sua esecuzione più rigorosa, da tecnica e proporzioni che sanno di tradizione.

repubblica.it