Attenzione: dall’India pentole e posate radioattive!

Allarme Ministero della Salute

Pentole e posate dall’India radioattive? Sembra proprio di sì, purtroppo. Questo è l'ultimo allarme che proviene dalle analisi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Foggia che ha rilevato la presenza di cobalto 60, una sostanza radioattiva potenzialmente pericolosa per l’uomo.
Naturalmente è subito partita la corsa contro il tempo per rintracciare tutte quelle pentole che erano già finite sugli scaffali di negozi in Italia, Malta e Montenegro.

Gli strumenti per la cucina erano stati importati da un’azienda di Taranto: arrivate in Italia il 21 dicembre, con tutti i documenti in regola, era stato concesso il nullaosta alla vendita.

Nonostante apparisse tutto a posto, i risultati delle analisi di routine hanno indicato la presenza di pericolose tracce di "cobalto 60", che, come facilmente intuibile, durante la cottura, sarebbe potuto introdursi nel cibo ed essere assorbito da fegato, reni e ossa provocando diversi tipi di cancro.

Il suggerimento è quello di prestare la massima attenzione quando si acquistano tali utensili per la cucina, perchè il pericolo è sempre in agguato come viene raccomandato dal Ministero della Salute, che consiglia, inoltre, il giusto metodo per pulirle, evitando abrasioni: "«Si deve evitare di graffiarne la superficie o pulirle con spugnette molto abrasive, perché in corrispondenza dei graffi si possono annidare residui alimentari che carbonizzando alla fiamma possono produrre sostanze pericolose per la salute. In realtà, una buona prevenzione la otteniamo già seguendo i vecchi consigli», tranquillizza Maria Rosaria Milana, a capo del reparto Esposizione e rischio da materiali dell'lss. "Tutte le nonne sanno che si può cuocere ma non bisogna conservare il cibo nelle pentole in alluminio, anche se sono assai amate dai cuochi. Parecchi alimenti, infatti, sono in grado di attaccare l’alluminio stesso e favorirne la migrazione nel cibo: la sua ingestione è messa in relazione con l'insorgere di problemi neurologici."

«La superficie metallica scaldandosi danneggia la parte plastica che può rilasciare sostanze tossiche negli alimenti», aggiunge ancora la dirigente dell’Iss. Infatti, dal 2015 il Pfoa (l'acido perfluoroottanoico), utilizzato nel processo di realizzazione del rivestimento e dichiarato tossico nel 2006, non dovrà più essere usato. "Anche se la data è ancora lontana, alcune aziende hanno già iniziato a eliminarlo", ha scritto Altroconsumo. “Tuttavia, gli alimenti che abbiamo cucinato con le pentole dei nostri test non presentano tracce di questa sostanza, anche per i modelli che non dichiarano l'assenza di Pfoa”.

Fonte: Pier Crivelli