Agnello di Sardegna Igp: controlli del Nac

Nell’ambito dei controlli straordinari sulla qualità alimentare disposti dal Mipaaf, il Nucleo antifrodi Carabinieri di Roma ha svolto un’attività d’indagine sulla filiera di produzione e commercializzazione dell’Agnello di Sardegna Igp (Indicazione geografica protetta) riscontrando gravi irregolarità nell’osservanza del disciplinare di produzione.
Trentuno avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Procura della Repubblica di Sassari a titolari di aziende di macellazione e trasformazione di carni di varie zone della Sardegna per il reato di Frode nell’esercizio del commercio. Dalle indagini svolte dai Nuclei antifrodi carabinieri, che hanno monitorato il flusso commerciale di Agnelli di Sardegna a partire dagli ultimi periodi delle festività natalizie e pasquali, è emersa una complessa frode commerciale del prodotto. Contestualmente sono state eseguite 39 perquisizioni a depositi alimentari destinati alla macellazione e alla trasformazione delle carni ovine, che sulla base delle analisi documentali e dei riscontri effettuati dai Carabinieri, sono risultate prive della documentazione di tracciabilità utile a certificare l’effettiva origine sarda della loro produzione e allevamento: dalle verifiche sono state riscontrate gravi irregolarità nell’osservanza del disciplinare di produzione in base al quale l’Igp agnello di Sardegna è riservata esclusivamente alle carni di agnelli nati e ed allevati in Sardegna. E’ risultato che era stata riportata la falsa indicazione su carni ovine nate ed allevate in altre regioni o addirittura in stati esteri.
La tracciabilità dei prodotti animali è una condizione essenziale per garantire la qualità alimentare e i controlli del comando Carabinieri politiche agricole e alimentari sono stati intensificati per scongiurare le frodi commerciali in tale settore. Gli operatori commerciali che non osservano le regole comunitarie sulla tracciabilità e che incorrono nelle più gravi sanzioni penali previste dalla frode in commercio, possono essere segnalati anche per le misure interdittive dell’esercizio d’impresa previste dal d.lgs. 231/2001, e nel caso siano destinatari di finanziamenti comunitari o pubblici saranno segnalati per le azioni di recupero per averli indebitamente percepiti.