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Ad Avellino la X edizione di Irpinia Mood-Food Festival

A Villa Amendola, ad Avellino, la X edizione di Irpinia Mood-Food Festival riunisce oltre 90 chef da tutta Italia, insieme a produttori, ricercatori, imprese e professionisti del settore, per quattro giornate animate da talk, showcooking e degustazioni, dedicate alle trasformazioni del sistema alimentare, tra allergie e intolleranze, sostenibilità, inclusione e identità dei territori. “Intolleranti” è il tema della decima edizione

Le intolleranze alimentari* e l’attenzione crescente verso la salute sono solo il punto di partenza. Il vero tema è una cucina chiamata a confrontarsi con esigenze nuove, consumatori sempre più consapevoli e un sistema alimentare in continua evoluzione. Fondato nel 2015 da Alessandro Graziano, Irpinia Mood – organizzato e sviluppato da Visit Irpinia, Pmi Innovativa specializzata nella valorizzazione e promozione del territorio – è un progetto culturale che utilizza la gastronomia per raccontare il territorio e interpretare i cambiamenti del comparto. Si svolge in una storica dimora ottocentesca nel cuore del capoluogo irpino, con il patrocinio del Comune di Avellino.



In questa maratona di sfide creative ogni chef sarà protagonista di una sola serata, presentando un piatto originale realizzato secondo una regola comune: escludere almeno uno dei principali allergeni alimentari.


La direzione gastronomica dell’edizione 2026 è affidata ancora una volta allo chef Mirko Balzano, che coordinerà un programma pensato per valorizzare il patrimonio enogastronomico irpino e metterlo in dialogo con alcune delle esperienze più interessanti della cucina contemporanea italiana.

Intolleranze limentari – In Europa gli allergeni alimentari principali soggetti a obbligo di indicazione in etichetta sono 14.

L’elenco ufficiale è stabilito dal Regolamento Europeo n. 1169/2011 (Allegato II) e comprende gli ingredienti responsabili della maggior parte delle reazioni allergiche e delle intolleranze gravi.

Elenco dei 14 allergeni alimentari obbligatori

Cereali contenenti glutine: grano (inclusi farro e grano khorasan), segale, orzo, avena e i loro ceppi ibridati.

Crostacei: gamberi, scampi, aragoste, granchi e prodotti derivati.

Uova: uova e tutti i prodotti che le contengono (es. maionese, pasta all’uovo, dolci)

Pesce: pesce e prodotti a base di pesce (tranne alcune eccezioni come la gelatina usata come chiarificante

Molluschi: vongole, cozze, polpi, calamari, lumache di terra e di mare.

Arachidi: arachidi e prodotti derivati (olio di arachidi, burro d’arachidi).

Soia: tutti i prodotti a base di soia (es. tofu, latte di soia, salsa di soia)

Latte: latte di ogni animale e prodotti a base di latte, incluso il lattosio (formaggi, burro, yogurt).

Frutta a guscio: mandorle, nocciole, noci, anacardi, noci pecan, noci del Brasile, pistacchi, noci macadamia e derivati.

Sedano: sedano in pezzi, foglie, fusti e anche il sale di sedano o i preparati per brodo.

Senape: senape in grani, in polvere, salse e derivati.Semi di sesamo: semi interi, farine e olio di sesamo.

Anidride solforosa e solfiti: conservanti usati in frutta secca, vino e aceto, se in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l.

Lupini: lupini in grani, farine, prodotti da forno o surrogati del caffè

Come devono essere indicati?I ristoratori e i produttori alimentari hanno l’obbligo di legge di evidenziare visivamente questi ingredienti nell’elenco (ad esempio scrivendoli in grassetto, corsivo o sottolineati) per renderli immediatamente riconoscibili al consumatore.

Nei menu dei ristoranti deve essere sempre presente un registro o un’indicazione chiara degli allergeni contenuti in ogni piatto.