Ad Alessandria, Convegno nazionale
sulle Denominazioni Comunali d'Origine

Venerdì, 6 maggio, con inizio alle ore 15 presso la sala conferenze del Palazzo Associazione Cultura & Sviluppo, in Viale Michel, 2 si terrà il Convegno nazionale sulle Denominazioni Comunali d'Origine.
Il fenomeno delle De.C.O. nasce a seguito della legge 142 dell'8 giugno 1990 che consente ai Comuni di disciplinare la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali.
Nel 2000 l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) proponeva di legiferare per "l'istituzione delle denominazioni comunali di origine per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali"; nel 2001 veniva emanata la legge Costituzionale n° 3 del 24 ottobre con la quale si delegava ai Comuni la potestà di emettere regole in campo agricolo e da quella data circa duecentocinquanta Comuni l'hanno utilizzata come opportunità di sviluppo territoriale sia per prodotti di carattere agricolo, sia artigianale.
Il giornalista Paolo Massobrio, presidente nazionale del Club di Papillon, fautore e moderatore del Convegno ha stilato una rosa di interventi da parte di Istituzioni nazionali, provinciali e locali:
per i saluti, il Sindaco di Alessandria, Mara Scagni ed il Presidente della Provincia Paolo Filippi;
per le comunicazioni, Camillo Gardini, presidente Agri 2000 e Marco Gatti, giornalista;
con gli interventi di Roberto De Donno, esperto di marketing, Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze e Presidente Anci, Riccardo Lagorio, esperto di prodotti agroalimentari tradizionali, Orazio Olivieri, esperto di prodotti tipici e Ermete Realacci, Presidente onorario di Legambiente.
L'intervento conclusivo sarà tenuto da Giovanni Alemanno, Ministro per le Politiche Agricole e Forestali.
Il territorio, visto come "protagonista" ed a questo proposito, Paolo Massobrio afferma:
"Credo che le denominazioni comunali d'origine siano e debbano essere una semplice delibera comunale, come un livello di autociscienza di una comunità che in un dato momento storico, codifica e censisce un suo bene di forte valore identitario.
E' un rafforzamento dal basso, ossia dal Comune, di quello che viene già identificato con i prodotti agricoli tradizionali: un'occasione, insomma, di fare e di attuare ciò che viene meglio definito come "marketing territoriale".
A questo Convegno è prevista la presenza dei Sindaci di molti Comuni che hanno optato per le de.co. che a tutt'oggi sono 197. In cima alla graduatoria per maggior numero di de.c.o. figura il Veneto, con 43 comuni, seguito da Lombardia (28), Toscana (22) e Campania (17).
Il 54% delle denominazioni comunali sono state adottate da Comuni con meno di 5 mila abitanti.