Acido folico, prezioso alleato della salute

L’acido folico, e’ stato spiegato nel corso del convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, e’ una vitamina del gruppo B (la B9) ed e’ essenziale nelle prime fasi di gravidanza per il normale sviluppo del cervello, della colonna vertebrale, dello scheletro, del cuore, dei reni e della parete addominale del feto. Una carenza di tale vitamina puo’ provocare malformazioni congenite molto gravi come quelle al tubo neurale (la struttura embrionale da cui si formano il cervello e la colonna vertebrale) che, a loro volta, possono causare la spina bifida e l’anencefalia; difetti in riduzione degli arti; difetti dell’apparato urinario ma puo’ anche portare a ritardo di crescita intrauterina, al parto prematuro e a lesioni della placenta. Per questo il Network italiano acido folico si occupa di sensibilizzare la popolazione all’assunzione di questa vitamina, soprattutto nei mesi precedenti il concepimento (se la gravidanza e’ programmata) e nei primi di tre mesi di gravidanza. Tutte le donne hanno bisogno di un apporto maggiorato di acido folico nel momento in cui decidono di avere un bambino e all’inizio della gravidanza. Per le donne sane e’ sufficiente assumerne tutti i giorni 0,4 mg, mentre per quellel affette da diabete, epilessia e malattie dell’assorbimento l’apporto deve essere superiore (4-5 mg al giorno). Rimborsato interamente dal Servizio sanitario nazionale in forma di pillole di vitamina B9, l’acido folico – ricordano dal Network – puo’ essere assunto anche attraverso l’alimentazione quotidiana. Gli alimenti che ne contengono di piu’ (sotto forma di folati) sono asparagi, broccoli, carciofi, cereali da colazione, spinaci, cavolfiore, arance, mandarini, kiwi, formaggi come parmigiano e gorgonzola, frutta secca, fagioli, piselli, uova, pasta, pompelmo, fragole, patate, pomodori, radicchio, carote, pane e pizza. Al Network partecipa anche il ministero della Salute che ha stipulato un accordo di collaborazione con l’Iss per realizzare strategie di promozione all’assunzione di acido folico. L’accordo si concentra soprattutto sulla formazione di operatori sanitari (medici di base, ginecologi, pediatri, medici dei consultori) sull’utilizzo dell’acido folico e sulla formazione degli operatori della ristorazione collettiva e del settore alimentare.

Fonte: Agi