A Ravenna “Cappelletti a confronto”

La Condotta Slow Food di Ravenna lancia, lunedì 15 marzo 2010, ore 20,30 "La disfida del cappelletto".
La terza edizione si terrà al Ristorante Veranda delle Rose presso Hotel Romea – via Romea Sud, 1 Ravenna
Ogni anno a questo Concorso rispondono diversi Ristoratori della zona entusiasti.
Il cappelletto, secolare vessillo della Romagna vedrà gareggiare
sette diverse interpretazioni di cappelletti, rigorosamente in brodo, proposti da sette ristoranti che vanno, lungo la via Emilia, da Imola fino a Rimini.
Ogni ristorante proporrà e preparerà la versione del cappelletto del proprio territorio, come da
tradizione, abbinandolo al suo brodo.
Sette modi diversi di proporre il cappelletto, ma tutti simili nel consumarli in brodo, cotti
leggermente al dente, ne troppo duri o troppo sfatti, ancora più buoni se lasciati riposare , in
pentola, nel suo brodo.
Il cappelletto, che è solo romagnolo, quale sia il ripieno si scrive, si dice e si mangia al plurale: “ i caplétt “, perché con lui si va a piatti, non a porzione, si gustano uno alla volta, cullandoli nel cucchiaio affondato nel brodo e portati alle labbra con un movimento composto, quasi solenne. Ed è nel brodo che il cappelletto si esalta; cappelletti rigorosamente in brodo: di manzo, di cappone e di tacchino.
Eraldo Baldini scrive della grande ingordigia che si poteva scatenare nei confronti di questo gustosissimo piatto. Ingordigia che veniva efficacemente rappresentata dalla confezione di un cappelletto enorme, detto é caplet dé lov, il cappelletto del ghiottone (o è caplét dé prit, il
cappelletto del prete) che veniva servito a festoso scherno nel piatto del commensale ritenuto più
ingordo.
I partecipanti alla cena saranno i giudici e, forniti di una scheda di valutazione che andrà da un
minimo di 1 punto a un massimo di 10 punti, daranno il loro voto ad ogni singolo piatto.
Dovranno valutare l’aspetto visivo (forma, colore,chiusura-aperti o rotti),l’aspetto olfattivo (aroma,
profumo), l’aspetto gustativo (sapore, dolcezza, untuosità, speziatura, consistenza nella masticazione).

Al vincitore della disfida, il cappelletto che è piaciuto maggiormente nella serata, sarà consegnata una zuppiera in ceramica di Faenza fatta da un artigiano di Faenza, lo Studio Carla Lega, che terrà
in consegna, con cura, fino alla disfida del prossimo anno.
La zuppiera in ceramica di Faenza è il contenitore giusto per questo piatto che fa a dire ad ogni romagnolo che il cappelletto della sua città è il migliore di tutti e, a conferma di ciò, la competizione tra i cuochi è molto forte.
Ci saranno sette edizioni al termine delle quali i sette vincitori si confronteranno nella disfida finale
che decreterà il “cappelletto principe della Romagna”.
Il vincitore conquisterà la zuppiera che diverrà sua e potrà esporla, con orgoglio, nel suo ristorante.
Il disegno della zuppiera è stato realizzata, su idea di Tonino Guerra, assieme ad altri vari oggetti
usati per l’apparecchiatura della tavola.
In allestimento una tavola apparecchiata con la serie degli oggetti della collezione disegnata dal
maestro Tonino Guerra, su tovaglia stampata dalla Bottega Pascucci, sempre su disegni del Maestro.
Parteciperà alla serata Giuseppe Bellosi che reciterà, rigorosamente in romagnolo, alcune poesie di Tonino Guerra ed altri poeti romagnoli.

Il menù:
• Soufflè di melanzane con coulis di pomodoro
• Cappelletto in brodo del Ristorante “Valsellustra” Imola
• Cappelletto in brodo della Trattoria “Croce Daniele” Brisighella
• Cappelletto in brodo della “Osteria di Piazza Nuova” Bagnacavallo
• Cappelletto in brodo della “Osteria del Tempo Perso” Ravenna
• Cappelletto in brodo della Trattoria “Petito” Forlì
• Cappelletto in brodo del Ristorante “Casali” Cesena
• Cappelletto in brodo della “Osteria de Borg” Rimini
• Ciambella e crostata romagnola
I vini:
“Alba Rara” Albana di Romagna Docg 2008 S. Lucia Vinery Mercato Saraceno (FC)
“Nedda” Albana passita docg 2007 Tenuta Pennita Terra del Sole (FC)
Info : 335-375212 /

Weblink: www.slowfoodravenna.it

Proponiamo una delle tante ricette romagnole

Cappelletti in brodo di cappone

Dosi per 6 persone:

150 gr. di polpotto di suino
150 gr. di petto di pollo
150 gr. di fesa di vitello
100 gr. di salame da pentola
75 gr. di goletta di suino
200 gr. di formaggio parmigiano reggiano DOP di 24 o 36 mesi
2 uova
noce moscata e sale q.b.

Procedimento:

Preparazione:

Cuocere arrosto tutte le carni senza odori e poi macinarle finemente. Impastare il trito di carne con il formaggio grattugiato le uova il sale e la noce moscata finché l’impasto non risulta omogeneo. Preparare la sfoglia con 4 etti di farina, 4 uova e un pizzico di sale. Impastare e tirare una sfoglia di un millimetro di spessore, quindi tagliarla prima a strisce e poi a quadretti. Mettere al centro di ogni quadretto un cucchiaino di ripieno ( batù ) . Per fare il cappelletto, unire le 2 punte non contigue del quadretto in modo da ricavarne un triangolo ripieno. Unire poi le due punte libere tra loro, avvolgendo il triangolo delicatamente attorno al dito. Cuocere e servire i cappelletti nel brodo di cappone.

Preparazione:

Cuocere arrosto tutte le carni senza odori e poi macinarle finemente. Impastare il trito di carne con il formaggio grattugiato le uova il sale e la noce moscata finché l’impasto non risulta omogeneo. Preparare la sfoglia con 4 etti di farina, 4 uova e un pizzico di sale. Impastare e tirare una sfoglia di un millimetro di spessore, quindi tagliarla prima a strisce e poi a quadretti. Mettere al centro di ogni quadretto un cucchiaino di ripieno ( batù ) . Per fare il cappelletto, unire le 2 punte non contigue del quadretto in modo da ricavarne un triangolo ripieno. Unire poi le due punte libere tra loro, avvolgendo il triangolo delicatamente attorno al dito. Cuocere e servire i cappelletti nel brodo di cappone.