A Cremona, analisi sugli ingredienti alimentari

Il 14 e 15 giugno un avvenimento da non perdere per le aziende, gli studiosi e i consumatori
Gli ingredienti alimentari
Per la prima volta sotto
La lente d’ingrandimento

Quanto pesano semilavorati, additivi, edulcoloranti, enzimi nell’alimentazione moderna che che sforna ogni anno nel mondo 182.000 nuovi prodotti – Un Forum dedicato alle problematiche legate al loro impiego con la partecipazione di personalità del mondo della produzione, del commercio, della ricerca scientifica – Intervista al Prof. Sebastiano Porretta, presidente di AITA (Associazione Italiana Tecnologia Alimentare).

Cremona, 13 marzo 2007 – L’AITA ha dato il suo patrocinio convinto alla rassegna sugli ingredienti alimentari che si terrà il 14 e 15 giugno prossimo a CremonaFiere con un proposito preciso: quello di mettere per la prima volta sotto la lente di ingrandimento gli ingredienti che vengono utilizzati nella preparazione di un grande numero di prodotti. Presidente dell’AITA è il Prof. Sebastiano Porretta, che abbiamo intervistato su uno degli aspetti più importanti della moderna alimentazione che, ne siamo sicuri, richiamerà l’interesse del mondo della produzione e della commercializzazione degli alimenti, della ricerca ma anche del consumo.
Un tema di grande interesse e pure delicato, Prof. Porretta.
Sì, certamente. Non c’è alimento si può dire che oggi non utilizzi uno o più ingredienti nella sua preparazione.
La curiosità e, forse, anche la diffidenza di molti consumatori finali è, a questo proposito, grande.
Me ne rendo conto. Ma se ne rendono conto anche le aziende (grandi e piccole) che producono gli ingredienti utilizzati. In questo senso credo che la rassegna di cui CremonaFiere si è assunta la responsabilità godrà di un largo interesse non solo fra gli operatori e gli studiosi ma anche fra i media. In fondo, questa è la prima volta che un centro mercantile importante e qualificato si è assunto il compito di mettere sotto la lente di ingrandimento gli ingredienti che entrano nella preparazione di quasi tutti i prodotti alimentari. Ce n’è e ce ne sarà per far parlare a lungo di uno dei comparti più importanti e, per la sua parte, anche delicati della moderna alimentazione.
Una finestra (una grande finestra) aperta sulla nostra tavola e sulla salute, insomma?
Proprio così. Ecco perché il Forum che accompagnerà passo passo la manifestazione mercantile acquista un valore straordinario mettendo a fuoco questioni che non investono solo gli aspetti tecnici ma pure quelli etici, risultando l’alimentazione uno dei capitoli decisivi della nostra vita.
In gioco c’è la salute.
La salute, certamente. Nella sua accezione più ampia però. Giustamente ognuno di noi quando si siede a tavola vuole sapere che cosa mangia, quali sono gli ingredienti che sono presenti in un prodotto o in una bibita. La cultura alimentare ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni. E su questa cultura ci si regola o si cerca di regolarsi. Tenuto conto che viviamo in un tempo schizofrenico dove c’è chi mangia poco (non a caso il problema della fame nel mondo è all’ordine del giorno) e chi mangia troppo. La produzione di 182.000 nuovi prodotti ogni anno non nasce dal caso ma da una domanda che tende a differenziarsi a secondo delle situazioni. L’utilizzazione degli ingredienti si muove in relazione a queste situazioni, appunto.
Tecnologia, scienza, ricerca sono, dunque, impegnate al massimo.
Sì, anche se qui devo sottolineare andamenti diversi, se non contrastanti.

In che senso?
Per esempio lo sviluppo tecnologico segna il passo da una ventina d’anni. Non è fermo ma sicuramente non si muove ai ritmi di cinquanta, quarant’anni fa.
I processi tecnologici utilizzati nel passato recente dalle aziende assolvono ancora bene al loro compito?
Possiamo metterla anche così. Più dinamica invece la ricerca nel settore della produzione di ingredienti che danno sapore, qualità, significato a un prodotto differenziandone per le caratteristiche la collocazione sul mercato. Qui assistiamo ad una vera e propria esplosione di interesse. Sempre sulla base di una domanda che si va qualificando in relazione alle esigenze di un consumatore che all’alimentazione chiede sapori nuovi e anche garanzie per la salute, il peso, la bellezza.
Gli ingredienti, insomma, decisivi?
La risposta non può essere che affermativa. Il grande numero dei prodotti che ogni anno vengono messi sul mercato lo dimostra. Sono gli ingredienti impiegati in una proporzione diversa a secondo delle esigenze che lo testimoniano. E quando parlo di esigenze lo faccio a 360 gradi, dove non solo lo specifico interesse alimentare gioca un ruolo importante, ma anche il modo in cui si mangia. Esiste a questo proposito addirittura una categoria di prodotti definiti con la sigla FMCG che si rivolge ai consumatori in movimento.
Un segmento del consumo in espansione?
Mi pare proprio di sì. Ma questo modo di alimentarsi non coinvolge solo chi produce alimenti ma anche chi ha il compito di confezionarli.
Il settore del packaging ne è direttamente investito?
Le aziende che si occupano di imballaggio sono fra le protagoniste della rassegna di Cremona. D’altra parte ognuno di noi ne ha ogni giorno dimostrazioni pratiche. Alimenti solidi e bibite si affidano alla diversificazione delle confezioni per facilitare da una parte il consumatore e dall’altra per imporsi all’attenzione generale con una immagine gradevole oltreché funzionale.
Qualyfood Ingredients ha dunque il futuro assicurato?
Ne sono convinto. D’altra parte, come sempre, ai fatti l’ardua sentenza. Ma avremo modo in questi mesi che ci separano dall’inaugurazione di verificarlo. Gli ingredienti (e non so se questa è opinione generale, senso comune) hanno consentito e consentono al made in Italy di arricchire la propria proposta, realizzando su prodotti d’importazione un valore aggiunto significativo.
Qualche esempio.
Il caffè (ma potrei citare altri importanti prodotti); ecco un prodotto di importazione al quale gli ingredienti forniscono un carattere che gli consentono di andare, una volta trattato, per il mondo. Di solito il made in Italy fa leva sulla specificità di prodotti che hanno la loro collocazione e il loro riferimento in aree definite del nostro Paese che garantiscono per la qualità della materia prima lavorata. Siamo bombardati da innumerevoli messaggi che fanno leva su consolidate e qualificate tradizioni. Basta pensare al vino, ai formaggi, ai salumi, che occupano un posto importante nell’esportazione alimentare. Accanto a questi prodotti, diciamo cos’ autoctoni, il made in Italy può contare su tanti altri che utilizzano materie prime di esclusiva importazione. E’ argomento, sotto il profilo commerciale e culturale, che troverà larga ospitalità a Qualyfood Ingredients, il 14 e 15 giugno a CremonaFiere.