A Carignano, ''Topinambour, Re d'Autunno''

Sabato 8 e domenica 9 ottobre, a Carignano,seducente borgo antico alle porte di Torino si terrà la XIV edizione dedicata al Topinambour.
Chiamato tapinambour, ciapinabò o elianto (rispettivamente in francese, piemontese e italiano) ma assaggiateli e gustateli. Sono favolosi in tutte le salse. Saranno sotto i riflettori per di una specialità sempre più di moda, sempre più golosa, sempre più gettonata a casa e al ristorante.
La pianta originaria degli Stati Uniti d’America, lontana parente del girasole, a forma di tubero e quindi di patata, è diventata oggetto di culto per buongustai e non, tanto che molti ristoranti stellati (soprattutto piemontesi) la propongono per la sua gioiosa versatilità, primo fra tutti il fatto di essere ingrediente base della famosa bagna caoda.
Che sarebbe l’autunno pedemontano senza di essa?
Col suo sapore delicato che ricorda vagamente quello del carciofo, in cucina il ciapinabò o tapinambour che dir si voglia, si prepara eliminando col coltello la buccia come si fa con le patate, togliendo anche i bitorzoli e i piccoli nodi; poi si taglia a rondelle e si immerge nell’acqua fredda per evitare che all’aria si annerisca.
I ciapinabò sono ottimi sia crudi che in insalata, grattuggiati, a fettine, cotti a vapore, trifolati, lessati, in salsa o abbinati a una miriade di cibi. Un vero jolly, adatto alle soluzioni gourmet più varie: timballi, tortini, sfogliate. E poi con la pasta, le lasagne, sul vitello tonnato, la carne, gli arrosti, perfino con i dolci.
L’unica sagra al mondo dei ciapinabò è a Carignano, ideata in collaborazione con l’istituto alberghiero Norberto Bobbio e Slowfood.
In campo, degustazioni, banchi d’assaggio, concorsi a tema, mostre, conferenze, musica d’autore e una cena gourmet a Torino dedicata a ‘Re tapinambour’ presso il rinomato ristorante La chioccia, via Saffi 2.
Spiega Roberto Brunetto, presidente del comitato organizzatore: “Questa pianta originaria degli Stati Uniti d’America, lontana parente del girasole, a forma di tubero e quindi di patata, è diventata oggetto di culto per buongustai e non, tanto che molti ristoranti stellati (soprattutto piemontesi) la propongono per la sua gioiosa versatilità, primo fra tutti il fatto di essere ingrediente base della famosa bagna caoda”.

Info Comitato manifestazioni Città di Carignano, telefono 338 6034339).

Comunicato stampa
Elisa Braccia