50 anni di Pinot Bianco di Terlano

Le annate 1959 hanno oggi 50 anni, un’età che per gli uomini non è particolare, ma che per i vini bianchi al contrario ha un’importanza non trascurabile. A stupire ancora una volta sono la straordinaria sensazione al palato, la freschezza e l’armonia dei vini bianchi prodotti dalla Cantina di Terlano e invecchiati per 50 anni.

Così è stato anche per i Pinot Bianchi degustati alla verticale di Venezia, durante la quale il responsabile commerciale Klaus Gasser ha presentato vini di una ragguardevole età: “La degustazione tenutasi a Venezia in occasione di Gusto in Scena ha registrato il tutto esaurito, con i 40 posti disponibili tutti occupati da giornalisti, ristoratori e fedeli clienti. Abbiamo offerto ai palati dei partecipanti i nostri Pinot Bianchi Terlaner 1959, 1966, 1970, 1987, il Pinot Bianco Vorberg Magnum 1999 e il Pinot Bianco Vorberg Magnum Riserva del 2002 e del 2005 e abbiamo visto la meraviglia nei visi di tutti. Nonostante gli anni che le rarità di Terlano si portano sulle spalle, riescono a sedurre naso e palato con la loro magnifica complessità, armonia e freschezza.”

Dai frutti bianchi a leggere note di miele, a volte con un aroma di mele e altre di noci, con un’acidità fresca al palato, una sensazione pronunciata di salato, una spiccata mineralità e un retrogusto sorprendentemente lungo. Terlano è famosa proprio per questa straordinaria longevità che continuerà a portare avanti anche in futuro grazie alla lungimirante pianificazione del vecchio capo cantiniere, Sebastian Stocker, e all’attuale gestione dell’enologo Rudi Kofler. Ogni anno viene messa da parte un’annata che per alcuni decenni riposa con i lieviti fini fino al momento dell’imbottigliamento: il tutto per la delizia di esperti e appassionati di tutto il mondo.

Accanto alla Cantina di Terlano, anche il produttore di spumanti Ca‘ Del Bosco e famosi produttori di Riesling austriaci come Bründlmayer, Hitzberger e Knoll hanno lasciato degustare le loro migliori rarità di notevole invecchiamento. Marcello Coronini ha saputo gestire al meglio la prima manifestazione di questo calibro, durante la quale i vini sono stati combinati ai piatti dei migliori chef. Sicuramente in futuro seguiranno altre edizioni.

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